Sono andata a letto e le stelle non c’erano più. Ho pulito per bene il vetro della finestra, ma niente da fare. Erano sparite. Era sparita Sirio e Venere e Carmilla e Altazor. E anche Mab e Marylin e Zelda e Aldemartin e la costellazione del Tacchino e la croce di Lennon.
Non ditemi che alcune di queste stelle non esistono. Sono i nomi che gli ho dato io. Infatti rivendico il diritto di ognuno, specialmente delle fanciulle fantasiose come me, a chiamare le cose non soltanto con il nome del vocabolario, ma anche quello del vocabolaltro, cioè con un nome inventato e scelto. In fondo tutti lo fanno. Infatti i miei genitori mi hanno chiamato Margherita ma io amo essere chiamata Maga o Maghetta. I miei compagni di scuola, ironizzando sul fatto che non sono proprio snella, a volte mi chiamano Megarita, mio nonno che è un po’ arteriosclerotico mi chiama Margheritina ma a volte anche Mariella, Marisella oppure Venusta che era sua sorella. Ma soprattutto quando sono allegra mi chiama Margherita Dolcevita.
Il vigile davanti al quale sfrecciavo in bicicletta mi chiamava Vaipianomargh. Le maestre mi chiamano Silenziolaggiù. Il mio primo amore, praticamente anche l’ultimo, mi chiamava Marmottina. A quei tempi portavamo tutti e due l’apparecchio per i denti e ci davamo dei baci metallici che sembravano i duelli dell’Iliade. Eppure li rimpiango. Anche a quattordici anni e nove mesi si può rimpiangere. E’ presto, dite? E se muori a quindici?
Stavo parlando delle stelle. La cosa strana è che il cielo era limpido, poco fa, quando ho accompagnato fuori Pisolo, il mio cane, nella sua tourneè di sessanta minipisce.
Quindi non potevano essere le nuvole a nasconderle. Infatti ho aperto la finestra e ho visto che proprio dove un’ora prima c’erano il prato e gli alberi, avevano piantato un cartellone enorme, tipo schermo di cinema, quaran-cinquanta metri, e sopra c’era scritto
Lavori in corso.
Stefano Benni
I complicati pretesti del come
Chissà se poi è vero
che le stagioni svaniscono
con la felicità che ti sfugge inavvertita
come sabbia tra le dita
Se c’è da ricordare
è per tutto quel male banale
così, per fare
che ci siamo detti
e che ci siamo fatti
Ma il corso del giorno
che scrosta parole
e cancella l’inchiostro
coi complicati pretesti del come
La vita nelle tasche
come laghi chiusi in vasce
trabocca per natura
non la puoi arrestare
Lo scopri solo dopo
che amarsi dal silenzio
non è tanto un’impresa
Vittoria contro resa
Ma il corso del giorno
che scrosta parole
e cancella l’inchiostro
coi complicati pretesti del come
E resta solo il cuore spalancato su di te
che sei il mio nutrimento tendente all’infinito
ne hai abbastanza di parole
e dei complicati pretesti del come ...
Perturbazione
Ora del tramonto.Dalla radio escono le note di Janis Joplin ( " Cry Baby " ) .Bello il sole che scende accompagnato da questa musica .Le nuvole si ripresentano sopra di me.Ti ricordi qundo le condividevamo?Ci vedevamo animali,piccoli mostriciattoli,piccole renne che trainavano babbo Natale.Il cielo ha sempre qualcosa da offrire a due cuori innamorati .Mi mancano i colori di quel cielo,la bellezza senza prezzo di tutto quello che ci circonda.Sai cosa mi hanno detto ieri?Perchè non vai a Cuba e ti lasci un po' andare?Tutto si semplifica in quella materialità che ci circonda.Sentimenti in saldo,offerta speciale ,prendi tre paghi due.tutto si puo'comprare tranne i momenti che rendono la vita degna di essere vissuta..
Ricevo e pubblico una lettera di Harry Wu su quello che sta succedendo in Cina.
“Caro Beppe...( Grillo nda),
sono Harry Wu della Fondazione Laogai , con base a Washington, che si occupa della ricerca e della diffusione di notizie riguardo ai Laogai.
Ti ringrazio per il tuo interesse per la nostra Fondazione e per la tragedia dei Laogai, i campi di lavoro forzato in Cina.
Nei Laogai un numero imprecisato di milioni di persone, da 4 a 6 milioni, forse di più, sono, costrette a lavorare in condizioni disumane, a profitto del Governo Cinese e di numerose multinazionali.
Esecuzioni di massa con relativa vendita di organi freschi. Lo sfruttamento dei bambini sottoposti ai lavori forzati. Rappresaglie nei confronti delle varie Chiese. Gli aborti e le sterilizzazioni forzate.
Queste sono le realta' della Cina odierna! Realta' ignorate dai mass-media occidentali, che non vogliono disturbare i commerci internazionali.
Sabato scorso ho ricevuto il Premio Sciacca che ho dedicato:
- a tutti i milioni di cinesi perseguitati per la loro Fede Cattolica o per altre Fedi religiose,
- a tutti i milioni di detenuti nei Laogai,
- alle centinaia di migliaia di madri costrette ad abortire, anche se all'ottavo o al nono mese di gravidanza, spesso per mezzo di un'iniezione letale al feto,
- a tutte le centinaia di migliaia di persone fucilate durante le esecuzioni di massa, i cui organi, se in buono stato, sono spesso venduti con grandi profitti.
Quindi a tutte le decine di milioni di vittime, nel passato e nel presente, del Regime Comunista Cinese.
Sono stato intervistato da vari quotidiani e dal vostro TG2.
Martedi' ho partecipato a un dibattito alla RAI International e, oggi, mercoledi' daro' una conferenza stampa al Parlamento Europeo a Strasburgo. Daro' anche un'audizione parlamentare venerdi' mattina a Montecitorio.
Ti ringrazio sinceramente e spero di incontrarti presto”.
Harry Wu