Quando nel 2000 Emergency decise di aprire il Centro di Kabul per curare le vittime di guerra, l’Icrc( Croce Rossa ) insorse. Protestarono con l’ambasciata italiana a Islamabad (quella di Kabul era chiusa), con il Ministero della sanità a Kabul (talebano), con la delegazione italiana all’Onu a Ginevra.
Protestarono perché si apriva un ospedale: perché pensano di detenere in esclusiva - lo pensano davvero! – il diritto di decidere quando un ospedale serve e quando no, se è bene o male che ci sia.
In quella occasione, e fu anche l’ultima, Alberto Cairo visitò la sede di Emergency a Milano.
Venne a spiegarci che «quell’ospedale per vittime di guerra non serviva», che i bisogni erano «coperti da loro», cioè dall’Icrc.
Intendeva ben altro, ma non poteva dirlo.
Avrebbe dovuto dire che il Comitato Internazionale della Croce Rossa aveva ricevuto in passato, e continuava a ricevere, una grande quantità di milioni di dollari all’anno – soprattutto da vari governi – per curare i feriti di guerra in Afganistan. Voleva dire che chiunque avesse aperto un nuovo Centro – magari un ospedale pulito, efficiente, di alto livello – poteva fare ombra (e far calare i dollari e gli yen) alla mitica Icrc e al «suo ospedale» a Kabul: quello di Karteh-Seh, che ben conosco.
Lo visitai nell’aprile del 2000: una sorta di immondezzaio dove le pazienti-donne stavano chiuse in una prigione con un chiavistello e la guardia davanti, a impedire visite a chiunque, medici compresi. Chiuse a chiave e guardate (non a vista, naturalmente) dai talebani, in un ospedale sostenuto dalla Croce Rossa. In questo modo erano «coperti» i bisogni. Da loro.
Emergency ha aperto il Centro di Kabul (che ha fatto seguito al Centro di Anabah e ha preceduto quello di Lashkargah) perché ce n’era bisogno. Nel 2001, epoca talebana.
L’ unico ospedale nel Paese, ancora oggi, dove i feriti non spendono nulla per essere curati.
In cinque anni, quell’ospedale «inutile» ha curato 40.890 pazienti, ricoverati o trattati ambulatorialmente, ed eseguito 12.173 interventi chirurgici. Senza distinzione, neanche di genere. Le donne hanno potuto essere curate e hanno potuto lavorare, curare altri, senza chiavistelli né burqa, in un ambiente ospitale non discriminante.
Quell’ospedale «inutile» è riconosciuto ufficialmente dal Ministero della Sanità afgano come il Centro di eccellenza nazionale per la chirurgia di guerra e traumatologica.
In quel Centro – dotato tra l’altro dell’unico reparto di Rianimazione di tutto il Paese e dell’ unica tomografia computerizzata gratuita per la popolazione - c’è un alto standard di cura e di passione nel lavoro. Anche per questo, oltre che per la sua igiene e in qualche modo la sua “bellezza”, questo ospedale è considerato da tutti il migliore in Afganistan.
Gino Strada
"Caro Amico,
sono un genitore che deve convivere con la baby sitter quotidiana, la televisione. Mio figlio, come i figli dei miei amici, sono completamente drogati e schiavi di quella che è la frustrazione di noi adulti, questa maledetta scatola invadente che provoca litigi a non finire e i musi duri dei propri figli quando in qualche modo, si cerca di arginare l'invadenza quotidiana.
Un permesso (o meglio compromesso) è stato quello di poter vedere i cartoni animati su Rai Due mentre siamo a tavola insieme, almeno una volta al giorno, la sera.
Mi domandavo e domando: non ci sono delle regole che impostano la pubblicità nelle fasce, chiamiamole, protette? Personalmente sono inc...to, perchè ad ogni cartone segue una sequenza di spot pubblicitari di ogni tipo e genere; questi ragazzi sono letteralmente bombardati da messaggi su gelati, giocattoli, macchine, detersivi e compagnia bella! Non passa un quarto d'ora senza spot, per non parlare delle televisioni private, dove la pubblicità è trasmessa ad un altissimo volume, è una cosa vomitevole!
Dobbiamo per forza essere trattati in questo modo? Dobbiamo sempre subire ogni loro scorrettezza pagando tanto di canone e, stare sempre zitti?
Un abbraccio." Marcel.
Il fannullone resta fermo non ha pietà per se
scolpito dalla noia ha solchi in faccia e orecchie comiche
si muove solo per mangiare
tre pasti in scatola
guarda invidioso quei programmi
in cui si balla o si piange
alza la musica muove un sedere enorme davanti allo specchio
sua nonna che ride e racconta ai vicini di un parto difficile
il cane che urla
non ama la musica pop
il fannullone avrebbe voglia
ma non avrebbe mai il coraggio
di far volare dalle scale sua nonna e il suo cane
salire sopra il davanzale
con una maglia rosa
ballare senza inibizione
per i curiosi
Alza la musica muove un sedere enorme davanti al balcone
sua nonna che ride pregando devota il santo del giorno
il cane ha la gola distrutta
non ama la musica pop
addormentato o desto si abbandona a sogni di leggerezza
addormentato o desto si abbandona a sogni
il fannullone resta fermo
non ha pietà per se
alza la musica muove un sedere enorme davanti allo specchio
sua nonna ricorda che è stato un bambino introverso e goloso
un cane l'amico perfetto
era il millenovecentottanta andava la musica pop...
La Camera migliore...Buon Primo Maggio a tutti