Eternauta

Tagli,ritagli e frattaglie di vita (e non solo)sulle frequenze di Contatto Radio Popolare Network..Via etere sugli 89,75(MassaCarrara,Versilia,Sarzana)e 89,50(La Spezia e provincia) "L'ETERNAUTA" IN DIRETTA(DA OTTOBRE) OGNI MARTEDI'DALLE 22,35 SULLE FREQUENZE DI CONTATTO RADIO POPOLARE NETWORK O IN STREAMING DIRETTO DA QUESTO BLOG E SUL SITO DELLA RADIO HTTP://WWW.CONTATTORADIO.IT

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Utente: maurieternauta
Nome: Maurizio "Eternauta"
Conduttore radiofonico..Taglio,ritaglio, e frattaglio su Contatto Radio Popolare Network di Carrara...Fm 89.75(Massa Carrara e Versilia)Fm 89.50(La Spezia)e in streaming on line(Direttamente sul player del blog o su www.contattoradio.it)...Email: castagnam@interfree.it In diretta ogni lunedì(dopo la pausa estiva) dalle 21,05 ("Riserva Indie")e il Martedì dalle ore 22,35("L'Eternauta")..

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sabato, 30 settembre 2006

Principi costitutivi di una democrazia della comunità terrena

1. Tutte le specie, tutti gli esseri umani e tutte le culture possiedono un valore intrinseco

Tutti gli esseri viventi sono soggetti dotati di intelligenza, integrità e di un’identità individuale. Non possono essere ridotti al ruolo di proprietà privata, di oggetti manipolabili, di materie prime da sfruttare o di rifiuti eliminabili. Nessun essere umano ha il diritto di possedere altre specie, altri individui, o di impadronirsi dei saperi di altre culture attraverso brevetti o altri diritti sulla proprietà intellettuale.

2. La comunità terrena promuove la convivenza democratica di tutte le forme di vita
Siamo membri di un’unica famiglia terrena, uniti gli uni agli altri dalla fragile ragnatela della vita del pianeta. Pertanto è nostro dovere assumere dei comportamenti che non compromettano l’equilibrio ecologico della Terra, nonché i diritti fondamentali e la sopravvivenza delle altre specie e di tutta l’umanità. Nessun essere umano ha il diritto di invadere lo spazio ecologico di altre specie o di altri individui, né di trattarli con crudeltà e violenza.

3. Le diversità biologiche e culturali devono essere difese
Le diversità biologiche e culturali hanno un valore intrinseco che deve essere riconosciuto. Le diversità biologiche sono fonti di ricchezza materiale e culturale che pongono le basi per la sostenibilità. Le differenze culturali sono portatrici di pace. Tutti gli esseri umani hanno il dovere di difendere tali diversità.

4. Tutti gli esseri viventi hanno il diritto naturale di provvedere al loro sostentamento
Tutti i membri della comunità terrena, inclusi gli esseri umani, hanno il diritto di provvedere al loro sostentamento: hanno diritto al cibo e all’acqua, a un ambiente sicuro e pulito, alla conservazione del loro spazio ecologico. Le risorse vitali necessarie per il sostentamento non possono essere privatizzate. Il diritto al sostentamento è un diritto naturale perché equivale al dirit-to alla vita. È un diritto che non può essere accordato o negato da una nazione o da una multinazionale. Nessun paese e nessuna multinazionale ha il diritto di vanificare o compromettere questo genere di diritto, o di privatizzare le risorse comuni necessarie alla vita.

5. La democrazia della comunità terrena si fonda su economie che apportano la vita e su modelli di sviluppo democratici
La realizzazione di una democrazia della comunità terrena presuppone una gestione democratica dell’economia, dei piani di sviluppo che proteggano gli ecosistemi e la loro integrità, provvedano alle esigenze di base di tutti gli esseri umani e assicurino loro un ambiente di vita sostenibile. Una concezione democratica dell’economia non prevede l’esistenza di individui, specie o culture eliminabili. L’economia della comunità terrena è un’economia che apporta nutrimento alla vita. I suoi modelli sono sempre sostenibili, differenziati, pluralistici, elaborati dai membri della comunità stessa al fine di proteggere la natura e gli esseri umani e operare per il bene comune.

6. Le economie che apportano la vita si fondano sulle economie locali
Il miglior modo di provvedere con efficienza, attenzione e creatività alla conservazione delle risorse terrene e alla creazione di condizioni di vita soddisfacenti e sostenibili è quello di operare all’interno delle realtà locali. Localizzare l’economia deve diventare un imperativo ecologico e sociale. Si dovrebbero importare ed esportare soltanto i beni e i servizi che non possono essere prodotti localmente, adoperando le risorse e le conoscenze del luogo. Una democrazia della comunità terrena si fonda su delle economie locali estremamente vitali, che sostengono le economie nazionali e globali. Un’economia globale democratica non distrugge e non danneggia le economie locali, non trasforma le persone in rifiuti eliminabili. Le economie che sostengono la vita rispettano la creatività di tutti gli esseri umani e producono contesti in grado di valorizzare al massimo le diverse competenze e capacità. Le economie che apportano la vita sono differenziate e decentralizzate.

7. La democrazia della comunità terrena è una democrazia che tutela la vita
Una democrazia che tutela la vita si fonda sul rispetto democratico di ogni forma vivente e su un comportamentodemocratico da adottare già a partire dalla quotidianità. Ogni soggetto coinvolto ha il diritto di partecipare alle decisioni da prendere in merito al cibo, all’acqua, alla sanità e all’istruzione. Una democrazia che tutela la vita cresce dal basso verso l’alto, al pari di un albero. La democrazia della comunità terrena si fonda sulle democrazie locali, lasciando che le singole comunità costituite nel rispetto delle differenze e delle responsabilità ecologiche e sociali abbiano pieni poteri decisionali riguardo all’ambiente, alle risorse naturali, al sostentamento e al benessere dei loro membri. Il potere viene delegato ai livelli esecutivi più alti applicando il principio della sussidiarietà. La democrazia della comunità terrena si fonda sull’autoregolamentazione e sull’autogoverno.

8. La democrazia della comunità terrena si fonda su culture che valorizzano la vita
Le culture che valorizzano la vita promuovono la pace e creano degli spazi di libertà per consentire il culto di religioni diverse e l’espressione di diverse fedi e identità. Tali culture lasciano che le differenze culturali si sviluppino proprio a partire dalla nostra umanità e dai nostri comuni diritti in quanto membri della comunità terrena.

9. Le culture che valorizzano la vita promuovono lo sviluppo della vita stessa
Le culture che valorizzano la vita si fondano sul riconoscimento della dignità e sul rispetto di ogni forma di vita, degli uomini e delle donne di ogni provenienza e cultura, delle generazioni presenti e di quelle future. Sono culture ecologiche che non producono stili di vita distruttivi o improntati al consumismo, basati sulla sovrapproduzione, sullo spreco o sullo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali. Le culture che valorizzano la vita sono molteplici, ma ispirate da un comune rispetto per il vivente. Riconoscono la compresenza di identità diverse che condividono lo spazio comune della comunità locale e danno voce a un sentimento di appartenenza che correla i singoli individui alla terra e a tutte le forme di vita.

10. La democrazia della comunità terrena promuove un sentimento di pace e solidarietà universale
La democrazia della comunità terrena unisce tutti i popoli e i singoli individui sostenendo valori quali la cooperazione e l’impegno disinteressato, anziché separarli attraverso la competizione, il conflitto, l’odio e il terrore. In alternativa a un mondo fondato sull’avidità, sulla diseguaglianza e sul consumismo sfrenato, questa democrazia si propone di globalizzare la solidarietà, la giustizia e la sostenibilità.

Vandana Shiva ...tratto da " Il bene comune della terra "Ed.Feltrinelli

postato da: maurieternauta alle ore 30/09/2006 10:43 | link | commenti
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venerdì, 29 settembre 2006

Non chiedermi, non lo so, Leuconoe,
il nostro futuro, lascia perdere gli oracoli,
accogli quello che sarà,
che tu viva altri inverni o che sia l'ultimo

questo che scaglia il mare contro gli scogli.
Sii saggia: versa il vino senza illusioni.
Mentre parliamo il tempo, invidioso scorre via:
cogli l'attimo, e non rovinarlo con la paura del domani!
 
Orazio
 
postato da: maurieternauta alle ore 29/09/2006 22:23 | link | commenti (2)
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giovedì, 28 settembre 2006

Nel giorno della memoria di Papa Woitila un bambino viene trovato morto a Parma .
Lassù qualcuno non lo amava,evidentemente...
Quaggiù invece a " Buona Domenica " tra troiette e vallette varie , tra pseudo dottorini e travestiti che disquisiscono sull'ultima uscita del " Grande Fratello "c'è chi ha il coraggio di lanciare un a specie di " televoto " su Tommaso.
Al prezzo di un euro , più il costo per sms del proprio operatore telefonico ,si puo' inviare un messaggio di solidarietà e " leggersi " sul televisore .
Ci si lava la coscienza anche così , con un sms a pagamento sulle reti fininvest...
Ovviamente quell' euro che costa la solidarietà va ad ingrassare qualche grasso bilancio di aziende che forniscono questo tipo di " fondamentale servizio "...
Ci si arricchisce anche così in questo paese di imprenditori...
Nel frattempo la sera scopro che ogni anno 12000 ricercatori abbandonano l' Italia per andare a fare il proprio mestiere in maniera decente all'estero : in Danimarca e America , soprattutto .
Qua avrebbero dovuto fare ricerca in qualche scantinato con 800 euro al mese e il contratto di un anno da rinnovare previa " leccata di culo "al dottorino di turno, lassù guadagneranno più del doppio e dovranno solo pensare a darsi da fare per meritarsi " meritocraticamente"
di continuare a svolgere la propria professione .
A una settimana dalle elezioni non si parla nè di mafia nè di liste di attesa negli ospedali ma ci si scalda sulle tasse di successione e sui bot...
Chi ha una casa " guadagnata " con un " pizza a taglio " a Bonascola crede di essere un imprenditore come Berlusconi e ha paura che i "comunisti " possano mangiargli i nipotini oltre che mettergli un balzello...
Questo è il paese in cui la prossima settimana,turandomi il naso,andrò a votare...Scrissi queste parle pochi giorni prima che si andasse a votare.Visto oggi la cagnara vergognosa in parlamento credo sia ancora più forte la voglia di turarsi il naso...
postato da: maurieternauta alle ore 28/09/2006 22:41 | link | commenti (1)
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mercoledì, 27 settembre 2006

Gli U'wa sono un popolo nomade di lingua ‘chibcha’; il loro nome significa “gente intelligente che sa parlare”. Comunità indigena colombiana di circa settemila persone, una delle poche sopravvissute al genocidio di antichi e nuovi colonizzatori, gli U'WA stanno difendendo il proprio territorio da un progetto di sfruttamento del petrolio implementato dalla Occidental Petroleum Oxy, una delle maggiori imprese del settore. A partire dal 1995, il governo colombiano ha autorizzato la Oxy ad iniziare le ricerche nel loro territorio sacro: il “corazon del mundo”. Nella loro cultura, il petrolio rappresenta “el sangre della tierra”, e di conseguenza la sua estrazione comporterebbe la morte della stessa. Da allora gli U’WA si battono pacificamente contro lo sfruttamento del loro territorio ancestrale da parte sia della multinazionale di Los Angeles che del Governo di Bogotà, e si appellano alla solidarietà della comunità internazionale. Il territorio che il popolo U'WA abita da tremila anni si estende dalla Sierra di Mérida e Táchira in Venezuela, sino alle regioni colombiane di Chinácota, Málaga, Oiba e Bucaramanga nell’attuale dipartimento di Santander.  L’area si estende approssimativamente per 1.400.000 ettari, ma oggi gli U'WA possiedono appena il 14% del territorio ancestrale. A colpire maggiormente l'opinione pubblica internazionale, l’annuncio del suicidio collettivo del popolo U’WA nell’eventualità che venisse avviata l’estrazione del petrolio. Quel che è più grave, è la violazione della Costituzione colombiana del 1991, che riconosce la multiculturalità e garantisce agli indigeni il diritto di vivere secondo i propri usi e costumi sul loro territorio. Lo sfruttamento e l’inquinamento del territorio rischia, inoltre, di causare agli U’WA la distruzione della loro economia tradizionale. “Ogni pezzo strappato al territorio rappresenta una rottura della vita” raccontano profeticamente gli anziani...Anche questa storia è un altro esempio dei "limiti del capitalismo"che qualcuno si ostina a non vedere...
postato da: maurieternauta alle ore 27/09/2006 21:07 | link | commenti
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martedì, 26 settembre 2006

Anch'io credo. Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards. Credo al doppio suono nel campanello del padrone di casa che vuole l'affitto ogni primo del mese. Credo che ognuno di noi si meriterebbe di avere una madre e un padre che siano decenti con lui almeno finchè non si sta in piedi. Credo che un'Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa. Credo che non sia tutto qua; però, prima di credere in qualcos'altro, bisogna fare i conti con quello che c'è qua: e allora mi sa che crederò primo o poi in qualche dio. Credo che se prima o poi avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecentomila al mese, però credo anche che se non leccherò il culo come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose. Credo che c'è un buco grosso dentro, ma anche che il rock and roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici, bè, ogni tanto questo buco me lo riempiono. Credo che la voglia di scappare da un paese di ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddy Merckx... Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perchè comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri. Credo che per credere, certi momenti, ti serve molta energia. Ecco, allora vedete di ricaricare le vostre scorte con questo...

Il sogno di ogni conduttore radiofonico è improvvisare un monologo come questo e poi far partire il brano...Magari proprio"Sweet home Alabama"

postato da: maurieternauta alle ore 26/09/2006 20:58 | link | commenti (3)
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lunedì, 25 settembre 2006

Autunno...A me piace l'autunno...La pioggia,le foglie gialle,il mare ...La gente scappa e si chiude nelle ipercoop e io vado al mare...Lo sento...Mi accarezza i pensieri e mi piace lasciarlo fare.Certo,facile lasciarsi andare alla malinconia,facile riavvolgere il nastro della propria vita,facile ritrovarsi a scrivere sulla sabbia bagnata parole che poi affiderai alle onde...Il mare è discreto:raccoglie i tuoi pensieri e non ti promette niente...Da qualche parte li depositerà...Non è come il telefono...Come l'altra sera,ad esempio,quando l'hai chiamata...Siamo rimasti amici..."Ciao,come stai?,tutto bene?"...Al telefono,chissà perchè, stanno(quasi)sempre,tutti bene.E tu che gli dicevi quanto era piena di iniziative la tua vita ,di come il lavoro andasse bene e di quanto la radio continuasse a darte soddisfazioni e gioia.E poi il festival organizzato,gli incontri fatti...e poi gli inviti:" magari vieni,anche con tuo marito"...Ti ho riempito di parole,ma le uniche vere e sincere che ancora,dopo tre anni penso ancora di te le ho affidate al mare e,chissà perchè,sento che te le ha portate...Spero solo che in quel momento non fossi all'ipercoop...

postato da: maurieternauta alle ore 25/09/2006 18:19 | link | commenti (1)
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Se volete ascoltare i primi due gruppi prodotti dalla Corasong( Acronimo che sta per Contatto Radio song )potete collegarvi al sito www.corasong.it  ed ascoltare in screaming  brani degli Apuamater e Kobayashi...Ovviamente un commento,critico o no,è gradito...

postato da: maurieternauta alle ore 25/09/2006 17:47 | link | commenti
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domenica, 24 settembre 2006

La sonnolenta provincia toscana...Fantastico,sia nel senso di aggettivo qualificativo sia proprio come forma verbale,perchè no...la radio quieta il mio spirito con una playlist lenta che fa vibrare dentro come la ciccetta vibra sul tapis roulant...Fuori sono spariti tutti...Deserta Carrara la domenica pomeriggio...Il mare..Deserto...Le cave...Deserte...Un sussulto...Ah,è vero,lo stadio...Ma basta poco,solo qualche decina di km incolonnati come formichine umane alla Koyaniskatsy per arrivare alla Mecca...Si chiama Carrefour,ma per ora non ci sono notizie di integralisti islamici dentro...Il corpo inscatolato tra corridoi grondanti di merce,le mani sul carrello,gli occhi sulle tette della cassiera ,le orecchie pronte a cogliere il cinguettio dell' ultima offerta...Emozioni in 3per 2...Nessun allarme e nessuna sorpresa...Vero Thom?
postato da: maurieternauta alle ore 24/09/2006 15:37 | link | commenti (4)
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giovedì, 21 settembre 2006

Cara missione: i conti dell'operazione Libano
La portaerei Garibaldi costa 3 milioni di euro al mese, un maresciallo costa 12mila euro... Fatti i conti, con la missione libanese le spese per la difesa diventano uguali all'ultima finanziaria
Manlio Dinucci
«Sono passate due settimane da quando, sul ponte di volo di Nave Garibaldi, ho rivolto il saluto al contingente che aveva iniziato a muoversi alla volta delle coste libanesi»: così ha ricordato il ministro della difesa Parisi nella visita in Libano il 12 settembre. Non ha però detto agli italiani che in queste due settimane, solo per tenere in navigazione la portaerei Garibaldi, si è speso oltre un milione e mezzo di euro. Il suo costo mensile di esercizio ammonta a 3.080.650 euro, equivalenti a 5,8 miliardi delle vecchie lire. Questo e altri dati sulla spesa per la missione sono contenuti nel disegno di legge, presentato dal governo e approvato dalle commissioni esteri e difesa della Camera.
Solo come «costo esercizio mezzi» si prevede in settembre-ottobre, oltre a quella per la Garibaldi, una spesa mensile di 1,2 milioni per i mezzi blindati e 1,8 per gli aerei che, insieme ad altre voci, portano il totale mensile a 12,6 milioni di euro. Aggiungendo le spese per alloggiamento, viveri e servizi, il «totale spese funzionamento» supera i 14 milioni di euro mensili. Vi sono poi gli «oneri una tantum», soprattutto per l'«approntamento in patria della marina militare», che ammontano a 15,5 milioni.
Molto maggiori sono le spese per il personale. La «Early entry force» conta 295 ufficiali, 1.250 sottufficiali e 951 volontari. Essa è quindi composta per circa il 62% da ufficiali e sottufficiali, ossia dal personale meglio pagato. Ad esempio un maresciallo capo, la cui retribuzione mensile ammonta a circa 2.900 euro, costa quale «trattamento economico aggiuntivo» per la missione in Libano 9.450 euro al mese. Questo sottufficiale costa quindi allo Stato oltre 12mila euro al mese. Complessivamente, solo per il «trattamento di missione» dei 2.496 militari in Libano, si prevede una spesa mensile di 22,3 milioni.
Il costo mensile della missione, nel periodo settembre-ottobre, sfiora quindi i 52 milioni di euro. Salirà ancora quando, a novembre, subentrerà la «Follow on force», composta da 2.680 militari: 335 ufficiali, 1.290 sottufficiali e 1.055 volontari. Solo per il loro «trattamento di missione» si spenderanno circa 24 milioni di euro al mese che, con gli oltre 14 del «costo esercizio mezzi», porteranno il totale a oltre 38 milioni mensili. Si aggiungeranno 18,4 milioni per gli oneri, inspiegabilmente definiti anche in questo caso «una tantum». Il costo della missione salirà così in novembre di 4,6 milioni, arrivando a 56,6 milioni mensili. Per dicembre invece, abolita l'«una tantum», dovrebbe scendere a circa 35 milioni mensili. Questo nelle previsioni. Ma se la situazione dovesse complicarsi, il costo sarebbe sicuramente maggiore.
La missione in Libano e le altre (soprattutto in Afghanistan) comportano, oltre alla spesa immediata, un costo indotto. L'Italia impegna all'estero nell'arco di un anno oltre 30mila militari su base rotazionale, più 3mila pronti a intervenire. Ma per mantenere e potenziare tale capacità occorre assumersi ulteriori oneri anche in termini di bilancio: come ha sottolineato Parisi, vi è una «carenza di risorse» che può incidere sulle capacità operative delle forze armate, il cui personale assorbe oltre il 70% del bilancio della difesa. Ciò può portare a «inaccettabili situazioni debitorie nei programmi internazionali», come quello del caccia statunitense Jsf cui partecipa l'Italia. Occorre quindi «un flusso di risorse costante e coerente con gli obiettivi», che farà crescere la spesa militare italiana, già al 7° posto mondiale con oltre 27 miliardi di dollari annui in valore corrente e 30 a parità di potere d'acquisto.
Sommando la spesa militare al costo delle missioni si raggiunge una cifra annua equivalente a quella della finanziaria 2006. E poiché i soldi (denaro pubblico) da qualche parte devono venir fuori, occorre «tagliare» in altri settori. Come hanno documentato Cgil Cisl e Uil, la finanziaria 2006 prevede tagli alle spese sociali di 12,7 miliardi, che colpiscono soprattutto sanità ed enti locali. Si mettono così a rischio i servizi erogati ai cittadini nonché posti di lavoro. Sono previsti inoltre tagli per 27 miliardi per la costruzione e l'ammodernamento delle reti metropolitane, tranvie e passanti ferroviari. Nella finanziaria si propone inoltre, per il 2006, un drastico taglio dei fondi destinati agli aiuti per i paesi in via di sviluppo, 152 milioni di euro in meno rispetto ai 552 stanziati nel 2005. Siamo così intorno allo 0,1% del pil rispetto a un obiettivo dell'1%. E mentre nella finanziaria 2006 si destina un miliardo di euro per la «proroga» delle missioni militari all'estero, si stanziano nientemeno che 30 milioni annui per la cancellazione del debito dei paesi poveri altamente indebitati. Quanto si spende in due settimane e mezzo per la missione militare in Libano.

postato da: maurieternauta alle ore 21/09/2006 16:09 | link | commenti (3)
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lunedì, 18 settembre 2006

Fabbricare fabbricare fabbricare
Preferisco il rumore del mare
Che dice fabbricare fare e disfare
Fare e disfare è tutto un lavorare”

Dino Campana

postato da: maurieternauta alle ore 18/09/2006 17:50 | link | commenti
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