Eternauta

Tagli,ritagli e frattaglie di vita (e non solo)sulle frequenze di Contatto Radio Popolare Network..Via etere sugli 89,75(MassaCarrara,Versilia,Sarzana)e 89,50(La Spezia e provincia) "L'ETERNAUTA" IN DIRETTA(DA OTTOBRE) OGNI MARTEDI'DALLE 22,35 SULLE FREQUENZE DI CONTATTO RADIO POPOLARE NETWORK O IN STREAMING DIRETTO DA QUESTO BLOG E SUL SITO DELLA RADIO HTTP://WWW.CONTATTORADIO.IT

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Utente: maurieternauta
Nome: Maurizio "Eternauta"
Conduttore radiofonico..Taglio,ritaglio, e frattaglio su Contatto Radio Popolare Network di Carrara...Fm 89.75(Massa Carrara e Versilia)Fm 89.50(La Spezia)e in streaming on line(Direttamente sul player del blog o su www.contattoradio.it)...Email: castagnam@interfree.it In diretta ogni lunedì(dopo la pausa estiva) dalle 21,05 ("Riserva Indie")e il Martedì dalle ore 22,35("L'Eternauta")..

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sabato, 28 ottobre 2006

Un po' come nei ghetti Usa, i boss di Napoli sparano e giocano ai videogame, diventano screensaver, come spiega Roberto Saviano, cronista e scrittore che li conosce molto da vicino

Roberto SavianoRoberto Saviano

È qualche tempo che frequento Roberto Saviano - napoletano, ventisei anni, una serie di avventurose collaborazioni su giornali e riviste - e ogni volta che qualche cassandra lamenta la fine imminente del giornalismo d'inchiesta in Italia, io indico lui.
Saviano è uno scrittore che si occupa di camorra. E la Camorra, a non avere gli occhi foderati col velluto delle poltrone del San Carlo, è diventata dopo il Vesuvio la presenza più ingombrante del capoluogo partenopeo.

"Da quando sono nato…", racconta di ritorno dalle sue missioni, come a voler dare una ragione in più ai pericoli che si trova a vivere, "...in Campania ci sono stati 3500 morti di camorra. La Camorra ha ucciso più della Mafia, più della 'Ndrangheta, più delle cosche albanesi e russe". Parla veloce, Saviano, e agita le mani come per scaricare un residuo di adrenalina che deve aver raggiunto il picco quando, solo il giorno prima, è riuscito a infiltrarsi nel matrimonio di un capoclan camuffato da cameriere, ha raggiunto il luogo di un omicidio consumato da pochi minuti, o ancora - paradosso dei paradossi - è stato convocato da un magistrato che non riusciva a capacitarsi di come uno che potrebbe avere l'età di un fuoricorso conoscesse tanto bene strategie e congegni della macchina criminale.

"Basta essere buoni osservatori", dice Roberto, "è questo il mio metodo. Durante la guerra di Secondigliano andavo direttamente sul luogo degli agguati. Per me il dettaglio di un carabiniere che vomita davanti a un cadavere crivellato di colpi, i ragazzini che ridacchiano cercando di capire se l'assassinato è schiattato subito o dopo una penosa agonia, i volti dei familiari dei camorristi contano più delle interviste ad assessori, magistrati, tenenti di polizia. Che pure contano, sia chiaro. Tutto può trasformarsi in una fonte: le carte giudiziarie, le intercettazioni telefoniche, le voci di strada ...". Se ultimamente sono riuscito a chiacchierare con Roberto per più di cinque minuti senza vedermelo scappare via subito dopo aver pagato (io) il conto del caffè, è perché il suo "metodo" ha degli inconvenienti. È vero, ne sai sempre più degli altri. Ma è possibile che la tua copertura (cameriere, turista, aspirante operaio in un cantiere) non funzioni come dovrebbe, che il tuo interlocutore (il parente di un boss, un affiliato dell'ultima ora…) senta emergere dalle tue domande una confusa puzza di bruciato e decida di togliersi dall'imbarazzo vibrandoti una coltellata al braccio. Diciamo che a Roberto è successo qualcosa di simile e che io ho sfruttato la sua convalescenza per farmi raccontare sul "Sistema" qualcosa di diverso rispetto a ciò che emerge dalle parole compassate dei mezzobusti televisivi. Innanzitutto la dimensione umana. Siamo ancora ai tempi della guapperia, all'immagine del camorrista vestito come un bracciante nel giorno di festa e incapace di articolare un discorso senza attingere a qualche detto popolare? "Neanche per sogno", Roberto mi guarda come se mi fossi materializzato da un pessimo romanzo degli anni 50, "i camorristi sfruttano l'immaginario condiviso, i riferimenti sono quelli di tutti: i film americani, gli abiti firmati, l'atteggiamento da vincente. I boss devono costruirsi un'immagine riconoscibile, così ricorrono al cinema.Cosimo Di Lauro, figlio del boss Paolo Di Lauro, accusato di essere il principale responsabile della faida di Secondigliano, quando è stato arrestato, prima di comparire davanti alle telecamere si è imbastito da star del crimine. Si è tirato indietro i capelli, ha indossato il dolcevita, l'impermeabile nero. Aveva in mente Brandon Lee, Lorenzo Lamas, Matrix, The Crow, Pulp Fiction. La forza dello spettacolo è più potente rispetto ai vecchi codici dell'ammiccamento. Walter Schiavone a Casal di Principe ha costruito negli anni 90 una villa come quella di Tony Montana in Scarface".

La globalizzazione è veramente l'esperanto che nessuno era riuscito a prevedere.
Immaginiamo di trascorrere ventiquattr'ore in compagnia di: 1) un boss della Camorra, 2) un calciatore, 3) un direttore di banca, 4) un presentatore televisivo. Al termine della giornata sarebbe complicato riuscire a distinguere tra chi il giorno prima ha concesso un mutuo per acquistare casa e chi invece ha ordinato un massacro. Tutti maledettamente simili nelle forme, le loro parole così pericolosamente vicine alle nostre.

"Il volto di Cosimo Di Lauro dopo l'arresto", continua Saviano, "era sugli screen-saver dei telefonini dei ragazzini. E non dimenticherò una mattina che, comprando Il Corriere di Caserta, trovai scritto: Nunzio De Falco, re degli sciupafemmine. Di De Falco, condannato come mandante dell'assassinio di don Diana, veniva evidenziata la qualità di avere decine di amanti. Nell'immaginario di certe ragazze il boss è una pop star. E non è un fenomeno locale. Il mafioso Giovanni Brusca ricevette da due ragazzine inglesi lettere appassionate che elogiavano il suo coraggio, il fatto di essere un vero uomo".

Le differenze tra i consumi culturali di due mondi che un tempo erano lontanissimi anche dal punto di vista estetico, si sono insomma sbriciolate. Persino in tema di videogiochi. "A Scampia", dice Saviano al quarto caffè, "molti ragazzi raccontano che Ugo De Lucia, responsabile secondo le accuse di ben tre omicidi in quattro giorni, aveva iniziato alla PlayStation un campionato di Pro Evolution Soccer. Usciva di casa dopo aver salvato la partita appena conclusa, portava a termine il suo lavoro di killer e poi tornava a giocare lo stesso campionato. In quattro giorni tre omicidi e un campionato alla PlayStation".

Da qualche parte ho letto che il fatturato annuo della Camorra e della 'Ndrangheta è pari alla somma di due leggi finanziarie italiane. A vedere il bicchiere mezzo vuoto se ne potrebbe dedurre che le mafie sono la vera forza economica del paese. Ed è qui che si ripresenta l'incubo post-moderno secondo il quale è sempre più difficile riuscire a distinguere la realtà dai simulacri, la vita dal replicante, i buoni dai cattivi. Perché la Camorra per esempio, come conferma Saviano, omicidi a parte, si comporta come un'impresa modernissima. "La vita di un clan è per il 90% molto vicina a quella di un'azienda. Dopo ogni omicidio, è emerso dalle intercettazioni, gli affiliati andavano a vedere la tv per valutare come i media davano le notizie e quindi per decidere se migliorare il significato simbolico delle loro azioni o al contrario renderle silenziose. La famiglia camorristica La Torre, di Mondragone, ha colonizzato Aberdeen, in Scozia: ha anche locali che sono finiti sulle guide turistiche della città. A Parigi, nell'ambito di un'importate fiera gastronomica, sempre La Torre ha presentato le sue attività di ristoratore ed esposto il proprio marchio mentre la famiglia Zagaria primeggia nel movimento terre...".

È vero, viviamo in un mondo di abbacinante ambiguità ma la realtà non è ancora il suo perfetto simulacro, un semplice joypad è diverso da una Magnum pronta a sparare e Napoli non si presenta come "un gigantesco corpo di reato". Certo, è complicato operare delle distinzioni quando sia il grano che il loglio hanno lo stesso rivestimento. C'è bisogno di gente capace di leggere, tra le righe di un linguaggio ormai comune, i punti di discontinuità. Sì, c'è bisogno di persone come Roberto Saviano.

postato da: maurieternauta alle ore 28/10/2006 21:11 | link | commenti
categorie: riflessioni, vita, essere, rinascere
giovedì, 26 ottobre 2006

Alta Rotazione "Contatto Radio"dal 23 al 29 Ottobre...
BADLY DRAWN BOY - nothings gonna change your mind
BANDA OSIRIS feat. Frankie Hi NRG - che notte
BARENAKED LADIES - easy
CASINO ROYALE - reale
DANKO JONES - don't fall in love
DAVID & THE CITIZENS - a heart & a hand & the love for a band
EAGLES OF DEATH METAL - i want you so hard
ELISA feat. Ligabue - gli ostacoli del cuore
EMO - in the back of the car
FRANCESCO DE GREGORI - diamante
GIANMARIA TESTA - seminatori di grano
GIULIO CASALE - se non hai che l'amore
GIUNI RUSSO feat. Caparezza - una vipera sarò
GOMEZ - see the world
KASABIAN - shoot the runner
LACUNA COIL - closer
MARY GO ROUND - material girl
MISS KENICHI - under my skirt
OK GO - here it goes again
OXFORD COLLAPSE please visit your national parks
PET - out of the blue
SODASTREAM - reservations
THE MAGIC NUMBERS - take a chance
THE ROOTS - Don't Feel Right
THE WEEPIES - take it from me
YUSUF - Heaven where true love goes

postato da: maurieternauta alle ore 26/10/2006 22:23 | link | commenti
categorie: musica, radio, essere
mercoledì, 25 ottobre 2006

''Soffriamo! Nei giorni che il popolo langue
e' insulto il sorriso, la gioia e' vilta'!
sol rida chi ha posto le mani nel sangue,
e il fato che accenna non teme o non sa:
Prometeo sull'alto del Caucaso aspetta,
aspetta un bel giorno che presto verra'
un giorno del quale sii l'alba, o vendetta!
Un giorno il cui sole sii tu, liberta'!
Soffriam! Che' il delitto non regna in eterno!
Soffriam! Che' l'errore durare non puo'!
Gia' Satana giudica nel pallido inferno
il Dio dei tiranni che al buio il danno'!
Soffriam: le catene si spezzano alfine
allor che pugnali, ne' piaccia foggiar;
fra un mucchio fumante di sparse ruine
gia' Spartaco e' sorto tremendo a pugnar.
Soffriamo, o fratelli! La mano sul cuore
lo sguardo nuotante, nell'alba che appar!
Udite?! Le squille che suonano l'ore
a stormo tremendo desiano suonar!
Gia' mugghia il tremuoto laggiu' nella reggia!
S'accampa nei templi superbo il pensier!
Un rosso vessillo nell'aria fiammeggia,
e in mezzo una scritta vi luccica in ner:
le dolci fanciulle che avete stuprato,
i bimbi che in darno vi chiesero il pan,
nel giorno dell'ira, nel giorno del fato,
i giudici vostri, borghesi, saran''.
Giovanni Pascoli
Incredibile ma vero uno scritto anarchico del "primo " Giovanni Pascoli ritrovato tra le "scartoffie" del poeta in questi giorni .Da buon"Carrarino"non potevo che postarlo...
postato da: maurieternauta alle ore 25/10/2006 19:38 | link | commenti
categorie: musica, riflessioni, vita, anarchia
lunedì, 23 ottobre 2006

Lo “zio Putin”, come lo chiama Silvio, elogia lo stupro di regime ma nessuno gli dice niente altrimenti ci taglia il gas. L’ex premier spagnolo Aznar si permette le mani addosso a una cronista la quale, per eccesso di civiltà, si risparmia l’unica risposta possibile, un calcio nei coglioni. Non è un bel segnale questo maschilismo arrogante, di potere, che ricorda il fascismo, perchè torna ad imporre una prepotenza brutale su un essere considerato inferiore. Non è buon segnale perchè la società pare avere smarrito anticorpi adeguati, sembra rintronata nella sua omogeneizzazione consumistica e pubblicitaria; sembra rassegnata a vedere consumato, mercificato ogni suo segmento non importa quanto debole e bisognoso di tutela. C’era da aspettarsi uno sciopero rosa globale, di tutta l'informazione femminile dopo gli atti irridenti e fascisti dei due potenti. Invece, le stesse donne se la sono cavate con qualche balbettio di indignazione insignificante e scontata; dopodichè, il silenzio più assordante è stato il loro. Evidentemente il femminismo si è perso qualcosa per strada: si è imborghesito fino a negare se stesso. Il femminismo culturale, per limitarci a casa nostra, ma sapendo che in tutto l'occidente è simile, non può rispecchiarsi nel divismo straccione di Palombelli e Bignardi che si rinfacciano le rispettive raccomandazioni. E quando, in un deprimente spirito di cosca, le femmine difendono la Gregoraci di turno perchè si è fatta larga quale puttana di regime, non capiscono che le peggiori nemiche delle donne sono proprio le donne.No, non è affatto un bel segnale quello dei potenti del mondo che si permettono violenze, verbali o simboliche, contro un universo femminile che si riscopre incapace di difendersi.

Massimo Del Papa

postato da: maurieternauta alle ore 23/10/2006 18:09 | link | commenti (1)
categorie: politica, riflessioni, vita

Gli italiani in Libia
Caro Romano, desidero aggiungere due considerazioni al suo intervento sulla politica di Italo Balbo nella Libia durante gli anni Trenta (Corriere, 19 ottobre). Figlia di un ufficiale dell’Esercito, vissi a Tripoli di Libia dal 1937 al 1939; ero compagna di scuola della figlia maggiore del Governatore (purtroppo è morta alcuni anni fa), che si è sempre comportata con semplicità e senza alcun esibizionismo; la famiglia Balbo aveva l’ombrellone sulla cosiddetta «spiaggia dei Dirigibili» insieme a tutti noi. I nostri rapporti con gli Arabi a noi ragazzi risultavano cordiali quando non affettuosi: la mia mamma andava abitualmente a far visita appunto a una nobildonna araba. Promosso mio padre colonnello, dovetti rientrare in Italia con la famiglia. Sulla tolda della nave, vidi nello sfondo allontanarsi la bianca splendida veduta di Tripoli. Non ci son voluta più tornare; non si tocca la memoria del passato. Quelli di Tripoli sono stati gli anni più belli della mia vita.

Rossana Bossaglia, Milano
Lettera inviata alla rubrica di Sergio Romano sul "Corriere della sera "
postato da: maurieternauta alle ore 23/10/2006 17:34 | link | commenti
categorie: mare, riflessioni, vita, sogni
domenica, 22 ottobre 2006

http://contattoradio.info/dettaglio_news.asp?Id=1420

Ecco l'indirizzo per ascoltare la mia intervista a Gianni Maroccolo e Ivana Gatti riguardo al progetto IG

postato da: maurieternauta alle ore 22/10/2006 15:39 | link | commenti
categorie: musica, riflessioni, radio

Un Paese sull'orlo di una crisi di nervi

Ceaucescu.jpg

Ho una strana sensazione. Avverto degli scricchiolii. Micro fratture nei muri. Leggo dei fischi alla bandiera italiana a Vicenza. Con il palco gremito dei rappresentanti della finta opposizione che sorridono senza fare una piega.
Ascolto da mesi discorsi imbarazzanti del Governo. Imbarazzanti per la loro inconsistenza. Per la loro ignoranza. E soprattutto per la mancanza di coraggio. E’ inutile personalizzare, parlare male di Prodi o di Berlusconi. E’ un’intera classe politica, dall’usciere comunale al Presidente della Camera, che si aggrappa ai suoi privilegi. In modo sempre più infantile. Plateale. Per loro noi siamo solo caramelle, gelati, pop corn. Per cambiare veramente bisogna spazzarli via. Ci vuole la ramazza popolare. La democrazia diretta e facce nuove, non queste cariatidi supponenti che passano il tempo a mettersi il fard.
Gli italiani, fino ad ora, sono stati alla finestra. Per vedere come andava a finire. Come se assistessero a un film un po’ scarso che non li riguardava. Forse il finale è arrivato. In pensione si va da morti. I risparmi di una vita, il TFR, sono espropriati. Ma anche questo ha ormai poca importanza in un Paese di precari e di senza lavoro. Di finti industriali che controllano le televisioni e i giornali. Che ci stanno spolpando da dentro, grazie al meccanismo delle concessioni. Lo Stato gli concede le frequenze radiotelevisive, l’acqua, le autostrade, la dorsale telefonica, tutto. Roba nostra, soldi loro. E tanta riconoscenza, tante donazioni per i partiti. Che così rimangono alla loro mangiatoia.
La classe politica vuole conservare i propri privilegi in un Paese che sta perdendo tutto. Gli italiani cominciano ad accorgersene. Ad avvertire odore di bruciato. E a capire che la differenza è tra noi e loro. Non tra destra e sinistra. C’è una sensazione di irrealtà in giro. Se si ascoltano Casini o Bersani sembra di essere ai tempi di Ceaucescu. Tira un’aria tra il venticinqueluglio e l’ottosettembre. Un’aria che non promette nulla di buono. Non l’avvertite anche voi?

postato da: maurieternauta alle ore 22/10/2006 15:35 | link | commenti (1)
categorie: politica, riflessioni, vita, essere

I dischi più suonati della settimana
Dal 16 al 22 ottobre 2006 da Contatto Radio Popolare Network :

AEROSMITH - devil's got a new disguise        
ARIANNA PEZZE' - parentesi        
AYO - down on my knees        
BADLY DRAWN BOY - nothings gonna change your mind        
BEN HARPER - morning yearning        
CASINO ROYALE - reale        
CORINNE BAILEY RAE - like a star        
EMO - in the back of the car        
ESA - tu sei bravo        
GOGOL BORDELLO - not a crime        
GOMEZ - see the world        
HERMAN DUDE - i wish that i could see you soon        
IVANO FOSSATI - l'arcangelo        
JAMIROQUAI - runaway        
KEANE - crystal ball        
MICHAEL FRANTI AND SPEARHEAD - I know I'm not alone        
MOBY - new york new york        
NEFFA - cambiera'        
OASIS - acquiesce        
PAOLO NUTINI - last request        
STELLAKOWALSKY - automobile        
THE ROOTS - don't feel right        
THE WEEPIES - take it from me        
THE KILLERS - when you were young        
YUSUF - heaven where true love goes

postato da: maurieternauta alle ore 22/10/2006 15:25 | link | commenti
categorie: riflessioni, vita, radio

postato da: maurieternauta alle ore 22/10/2006 14:43 | link | commenti
categorie:

L'organizzazione umanitaria Medici senza Frontiere ha denunciato ieri
che ogni giorno muoiono nel mondo 35.000 persone per mancanza di accesso
a medicinali esistenti nei paesi ricchi, ed ha lamentato che le
compagnie farmaceutiche sorvolano sulle necessità dei pazienti in via di
sviluppo perché le malattie di cui soffrono "non sono redditizie". Il
capitalismo ha le sue regole d'oro, questa è una di esse, un affare
senza prospettive di profitto non si fa. E né la salute né l'educazione
sono un'eccezione.
Perciò, MSF ha reclamato in una conferenza stampa che i governi che si
riuniranno lunedì all'Assemblea Mondiale della Sanità esaminino come si
danno priorità e come si finanza la ricerca e sviluppo in materia di salute.
In questo senso, ha dato appoggio alla risoluzione "storica" presentata
da Kenia e Brasile, nella quale si propone la creazione di gruppi di
lavoro per dare "una cornice globale alle atttività di ricerca e
sviluppo essenziali in materia di salute". Questa iniziativa
obbligherebbe i governi a finanziare pubblicamente e attraverso alleanze
pubblico-private le necessità primarie dei paesi più poveri, e si
potrebbero produrre nuovi farmaci per quelle chiamate malattie
"dimenticate".
Secondo questa organizzazione, le malattie dimenticate colpiscono
soprattutto i paesi in via di sviluppo e commercialmente "non
rappresentano un mercato praticabile per le compagnie farmaceutiche".
Solo l'uno per cento dei farmaci usciti sul mercato negli ultimi 30 anni
sono diretti a trattare malattie dimenticate, come la malatia del sonno,
il kala azar, la dengue o la tubercolosi. Inoltre, il 90% del denaro che
si spende nella ricerca medica si investe in problemi di salute che
colpiscono meno del 10% della popolazione mondiale.
Il responsabile della comuzione di MSF, Javier Sancho, ha spiegato che
l'obiettivo della risoluzione è "non lasciare la ricerca e sviluppo
esclusivamente nelle mani di compagnie farmaceutiche private."
In questo senso, la portavoce della campagna sull'accesso ai farmaci
essenziali, Carmen Pérez, ha sottolineato l'impulso dato negli ultimi
anni ai PDP, consorzi pubblici e privati che hanno cme obiettivo lo
sviluppo di nuovi farmaci, tecniche diagnostiche e vaccini per malattie
dimenticate. Si stima che nel prossimo lustro si potranno mettere in
circolazione circa una decimìna di farmaci, Pérez ha lamentato che
solamente il 18% dei finanziamenti vengono dai governi, ed il resto da
organizzazioni filantropiche.
RESISTENZA.
Sancho ha sottolineato che esistono resistenze da parte di alcuni paesi
ad implementare quasta risoluzione, così come da parte dello stesso
Segretario dell'OMS, che cerca di "frenare" la sua approvazione. Nel
caso del governo spagnolo, la responsabile delle relazioni
internazionali di MSF, Consuelo López Zuñiga, ha detto che la posizione
è "piuttosto incerta" e che fino ad oggi non c'è stata risposta alla
richiesta di sostegno avanzata da MSF per la detta risoluzione. Per
questo, ha spronato l'esecutivo spagnolo ad appoggiare questa iniziativa
in linea con la politica di cooperazione spinta dal governo di José Luis
Rodríguez Zapatero.
Infine, MSF ha riferito che alcuni esempi recenti hanno dimostrato "fino
a che punto la volontà politica può assicurare l'assegnazione di risorse
per ricerca e sviluppo in campo farmacologico". Concretamente, si
riferiva all'esplosione di SARS, al falso allarme per l'antrace negli
Stati Uniti o alla recente minaccia dell'influenza aviaria, "un'urgenza
che sfortunatamente viene meno quando si tratta di malattie di pazienti
poveri di paesi in via di sviluppo".

www.rebelion.org
postato da: maurieternauta alle ore 22/10/2006 14:21 | link | commenti
categorie: politica, riflessioni, vita, essere