Controfestival 2007....In diretta
Sulle frequenze di Contatto Radio e on line in streaming su www.contattoradio.it Martedì 27 Febbraio dalle 22,35...
Artisti in gara:
1- Di "Guercio-Alfonso-Luca" i MEGANOIDI eseguono "Supereroi"
Dirige l'orchestra il maestro Brian Calvin
2 - Di "Vicinelli-Valentini" i GEM BOY eseguono "Ti tiro dei nomi"
Dirige l'orchestra il maestro Brian Calvin
3 - Di "Elio-Raguzzi-Costa" ELIO E LE STORIE TESE eseguono"Risate a denti stretti"
Dirige l'orchestra il maestro Brian Calvin
4 - Di "Rondelli-Rondelli" gli OTTAVO PADIGLIONE eseguono"Tutti gay"
Dirige l'orchestra il maestro Brian Calvin
5 - Di "Albertelli-Tavernese" gli APRèS LA CLASSE eseguono"Ricominciamo"
Dirige l'orchestra il maestro Brian Calvin
6 - Di "Piferi-Ponzoni-Rossi" PAOLO ROSSI esegue"Ad Hammamet"
Dirige l'orchestra il maestro Brian Calvin
7 - Di "Bugo-Bugo" BUGO esegue "Oggi è morto Spock"
Dirige l'orchestra il maestro Brian Calvin
8 - Di "Ponzoni-Jannacci"COCHI&RENATO eseguono"E,la vita,la vita.."
Dirige l'orchestra il maestro Brian Calvin
Con Eternauta e Ilaria"Hunzincher"Danesi(Da Post)
Giuria di qualità : Giuliano e Igor ( da Little Italy)
Ospiti in studio : Il nanetto di Twin peaks e Milaus dei Simpson...
"Non prendete precauzioni...Lasciatevi infettare dal Controfestival di Contatto Radio Popolare Network..."
Non potevamo restare inerti di fronte la loro cachet (circa 2 milioni di euro per cinque sere a Sanremo...)..
Lo sapevate?Le atomiche americane nascoste in Italia Le basi di Aviano e Ghedi ospitano 90 bombe termonucleari, 900 volte più potenti di quella di Hiroshima
di Francesco Ruggeri
Ma guarda un po' che cosa scrivono su "Libero"...Ma non erano loro gli amici di Bush?Che maleducati( e un tantino incoerenti...)
L’Italia di Prodi è uno “stato canaglia”? Sembra l’ennesima provocazione ma non lo è. Perché al pari delle Nazioni che violano il diritto internazionale, anche il nostro Paese ospita sul proprio territorio armi di distruzione di massa in spregio ai trattati. Lo provano per la prima volta alcune foto scattate dalla stessa Us Air Force nella base americana di Aviano (Pordenone), fortunosamente scampate alla censura. Le immagini immortalano una recente esercitazione all’Ispezione sulla Sicurezza Nucleare. Che si svolge nelle basi Usa dove sono dispiegate bombe atomiche allo scopo di certificarne operatività e stoccaggio.
Il sospetto che sul suolo italiano fossero rimasti ordigni nucleari anche dopo la Guerra fredda, c’è da tempo. Ma sia i comandi statunitensi che i nostri governi si son sempre rifiutati di ammetterlo. Onde evitare di render conto della violazione del Trattato di non proliferazione (TNP) ratificato dall’Italia in sede Onu. Un imbarazzo tanto più evidente per una classe dirigente di sinistra, che giusto con D’Alema avallò il debutto della nuova generazione di atomiche targate Clinton.
PRIMA LA VITA, POI IL PROFITTO - APPELLO DI MEDICI SENZA FRONTIERE
Nel 2001 alcune case farmaceutiche intrapresero una causa contro il
governo sudafricano, nella persona di Nelson Mandela, "colpevole" di
acquistare i farmaci anti-AIDS in Thailandia a 300 dollari annui pro
capite anziché a 10.000. Tale causa fu poi ritirata sotto la pressione dell'opinione pubblica.
Medici Senza Frontiere denuncia che la compagnia farmaceutica Novartis
ha fatto causa al Governo Indiano perché permette la produzione di farmaci
generici dai costi contenuti. Se Novartis vincerà la causa, che inizierà
alla fine di gennaio, milioni di persone in tutto il mondo potrebbero
perdere l'unica fonte di medicinali a prezzi accessibili.
Pare infatti che non tutti nel terzo mondo possano permettersi di spendere
cifre da capogiro per curarsi.
Crediamo che tutto ciò non sia giusto.
Per saperne di più: www.msf.it
C'e' una raccolta di firme in corso, per chiedere a Novartis di rinunciare all'azione giudiziaria.
È online all'indirizzo: http://www.msf.org/petition_india/italy.html



Ci volevano giusto il fair play di Antonio Padellaro e l’insolita freddezza di Antonio Di Pietro per mantenere la calma nel “Porta a porta” dell’altroieri dedicato - tanto per cambiare - al processo a Mani Pulite. Nel ruolo di pubblici ministeri l’insetto aveva invitato la solita compagnia di giro: la figlia dell’inquisito Moroni, la figlia del pregiudicato Craxi e il povero Giovanardi, quello che, alla sua età, non ha ancora capito la differenza fra assoluzioni, prescrizioni e condanne, dunque viene scambiato per uno storico. Ma, a parte l’assurdità di metter sullo stesso piano i rappresentanti delle guardie e quelli dei ladri, era chiaro a tutti l’elemento che rende asimmetrici questi dibattiti: i rappresentanti delle guardie hanno una reputazione da difendere e non possono spingersi oltre un certo limite, diversamente dai rappresentanti dei ladri che non temono di perdere la faccia che hanno già perso da tempo, o forse non ne hanno mai avuta una. Dunque non si fanno scrupoli di mentire a raffica, rendendo impossibile per la controparte smontare una per una tutte le loro bugie. È un po’ come la macchinetta lancia-palle per gli allenamenti dei tennisti: le palle sono troppo numerose e veloci per rispondere a tutte.
L’insetto si barcamenava con l’aria del buon curato di campagna che dispensa buffetti e pateravegloria. Ma, per tenersi in allenamento, raccontava qualche balla pure lui. Per esempio, che il pm Nordio fece assolvere Occhetto e D’Alema perché rifiutava il teorema milanese del “non poteva non sapere” (in realtà fu proprio Nordio ad “avvisare” i due leader del Pds perché “non potevano non sapere”: espressione mai usata dai pm di Milano per nessuno). E che Gabriele Cagliari si suicidò perché il pm Fabio De Pasquale, dopo il suo arresto, se n’era andato in ferie (in realtà lo interrogò sulle mazzette Eni-Sai, scoprì che inquinava le prove anche in cella invitando al silenzio altri co-detenuti, disse no alla scarcerazione e, quando il gip confermò l’arresto, prese qualche giorno di riposo che non incise per nulla sulla durata della detenzione di Cagliari né influì minimamente sul suo tragico gesto: tant’è che Cagliari, prima di togliersi la vita, lasciò scritto ai parenti che lo faceva “per la vergogna”). Giovanardi lanciava alcune superballe d’annata: “Mani Pulite fu un pogrom, il 96% dei democristiani inquisiti furono assolti, le condanne si contano sulla punta di una dita”, testuale. “Se Craxi era latitante, lo erano anche Mazzini e Garibaldi” (ma non rubavano).
MARCO TRAVAGLIO


"Ribellarsi è giusto. In questi ultimi decenni è un assunto messo in discussione dallo stato dei fatti. Censurato, esiliato in un altro pianeta. Nella mente della stragrande parte della gente l’ arroganza del potere economico e politico può essere messa in discussione per lo più con pacifiche dimostrazioni di massa o allegri girotondi, o alla meno peggio mettendo un segnetto su questo o quel candidato al teatrino della politica. E anche a questo il potere spesso reagisce in maniera violenta. Negli anni settanta non era precisamente così. Tanto per cominciare la mattina andavi all’ edicola sotto casa e potevi scegliere tra ben tre quotidiani che non si rifacevano all’ area della poitica parlamentare: Il Quotidiano dei Lavoratori, il Manifesto e Lotta Continua. Per non parlare della miriade di riviste che proliferavano: Rosso, Controinformazione, Anarchismo, Vogliamo Tutto, Metropoli, Senza Tregua. E poi il fumetto: da Linus a Cannibale, da il Male a Ken Parker. Altri tempi, basti ricordare le vignette sul papa che il Male ci regalava, oggi sicuramente passabili della più truculenta censura. Di sicuro c’ era di che leggere, altro che Men’s health o il Denaro. Tutto questo rifletteva una realtà in cui la politica, o meglio l’etica, aveva un importanza che permeava anche i rapporti personali. Ne traevano beneficio il potere d’ acquisto dei salari o la condizione della donna. E i salari tenevano in un epoca di congiuntura come e peggio di quella attuale (state certi che nessun padrone né azienda vi verrà mai a dire che essendo aumentato il fatturato conseguentemente vi aumenterà lo stipendio, “loro” sono sempre alla fame o vicini al tracollo finanziario....). I manicomi si chiudevano e le caserme si svuotavano. Finiva la guerra in Vietnam o l’occupazione coloniale in Angola, spariva la dittatura in Portogallo e in Grecia. Si ascoltavano gli Area e Alturas degli Inti Illimani finiva in classfica. Il mondo alla rovescia, se allora dicevi che una cosa era “commerciale” significva che era da evitare o anche da bruciare (lo sanno bene le malcapitate bands yankee che tourneggiavano da queste parti), oggi “commerciale” vuol dire che stai per entrare nel club dei milionari e che sei uno “sfaccimmo”.Tutto questo qualcuno, successivamente, lo definì “gli anni di piombo”. Ma per chi? Forse per il potere più retrivo e bigotto, la destra dei Saccucci o dei Tanassi, degli Andreotti o dei Pirelli, o di Romiti, che invocavano il Cile e i colonnelli contro l’aria di rivolta che si respirava nelle piazze e nelle fabbriche. La reazione di questa destra fatta di attentati, stragi, omicidi, suicidi sospetti, massacri, violenze inaudite sulle donne (come quella del Circeo…) alimentavano in molti il timore che un colpo di stato in Italia ci potesse essere davvero.Forse è per questo che intere sezioni del PCI si trovarono dopo qualche anno a essere arrestate per banda armata. Non era raro trovare militanti delle BR iscritte al sindacato o al partito. Non sono cose di cui oggi gli excomunisti amano parlare. Molto meglio seppellire tutto sotto l’ epiteto “di piombo” e fare finta che c’ erano solo quattro esaltati che pensavano di stare in Irlanda o in Palestina. Ma non era così. L’ occupazione dell’ università di Bologna, la manifestazione del 12 marzo di Roma, i blindati e i carrarmati per le strade portati dall’ allora ministro degli interni Cossiga furono probabilmente il culmine di tutto il movimento di quegli anni. Poi lo scontro si fece più duro, selettivo e feroce. Fa impressione però vedere su wikipedia, l’ enciclopedia in rete, nel macabro conteggio delle vittime di quegli anni, che il solo massacro di Ustica, strage coperta da un buon numero di generali e ammiragli dello stato italiano, supera e pareggia i morti per mano delle organizzazioni armate presenti allora in Italia. Non cambia niente, ma non accetto lezioni da chi ancora oggi siede sulle poltrone del Parlamento e a distanza di decenni non ha pagato per i crimini di stato commessi o coperti allora. E non è un caso che lo stato, in particolare la democrazia cristiana e il partito comunista, non fece per Moro quello che poi fece per un Cirillo. Lo scontro diventò disumano, si passò ad un confronto esclusivamente militare suicida e fine a se stesso. Non poca responsabilità in questo l’ aveva l’ importanza che i media, la nascente televisione privata, la necessità dell’ apparire più che dell’ essere cominciavano a conseguire. Il movimento si polverizzò e tutto finì in un rifiuto della politica e dell’ etica, che sfociò negli anni ‘80 dei paninari e dei Craxi e soprattutto dell’ eroina. Piano piano siamo arrivati a oggi: gli “anni dello stronzio”. Gli anni settanta io li ho visti descritti solo in brutti film, pieni di grigiore e paura, per lo più fatti da signori che all’ epoca militavano nella FGCI. E che ricordo possono mai avere loro di allora? Io ricordo ben altre cose. L’ autoriduzione, l’ esproprio, la chiusura delle centrali atomiche, le botte ai concerti per entrare gratis, ma anche i film di Herzog o di Olmi, i concerti strapieni di Archie Shepp o di Luigi Nono, il teatro di strada del Living o le azioni di artisti che si rifacevano ad una unica idea e necessità rivoluzionaria. Oggi mi manca questo, la possibilità di sognare la rivoluzione. Questo sogno lo vedo svanito soprattutto in chi oggi ha vent’anni e dovrebbe sentire ancora di più la necessità di rivoltare il mondo lasciatogli dai genitori. Non abbiamo realizzato questo cd per la nostalgia dei nostri vent’ anni, ma solo perchè sentiamo la necessità di ridare forma a termini censurati e in via di estinzione (come dopo un Congresso di Vienna, Bush e Woytila come novelli Metternich) rivolta, ribellione, rivoluzione.
Oggi invece riprendono importanza termini che allora sembravano estinti: la religione, l’appartenenza di casta, la razza, il sud e il nord. Il mondo sta peggio oggi di allora, basta mettere a confronto la felicità un po’ cialtrona di allora e la ricca depressione di oggi.
Ribellarsi è giusto. Sempre."
Daniele Sepe..
| Ascolta l'intervista di Daniele rilasciata a Simone Lazzaroni www.simone.contattoradio.info |
| Ascolta l'intervista |
Carlo Cassola "Una relazione"