Eternauta

Tagli,ritagli e frattaglie di vita (e non solo)sulle frequenze di Contatto Radio Popolare Network..Via etere sugli 89,75(MassaCarrara,Versilia,Sarzana)e 89,50(La Spezia e provincia) "L'ETERNAUTA" IN DIRETTA(DA OTTOBRE) OGNI MARTEDI'DALLE 22,35 SULLE FREQUENZE DI CONTATTO RADIO POPOLARE NETWORK O IN STREAMING DIRETTO DA QUESTO BLOG E SUL SITO DELLA RADIO HTTP://WWW.CONTATTORADIO.IT

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Utente: maurieternauta
Nome: Maurizio "Eternauta"
Conduttore radiofonico..Taglio,ritaglio, e frattaglio su Contatto Radio Popolare Network di Carrara...Fm 89.75(Massa Carrara e Versilia)Fm 89.50(La Spezia)e in streaming on line(Direttamente sul player del blog o su www.contattoradio.it)...Email: castagnam@interfree.it In diretta ogni lunedì(dopo la pausa estiva) dalle 21,05 ("Riserva Indie")e il Martedì dalle ore 22,35("L'Eternauta")..

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domenica, 29 aprile 2007

Yo Yo Mundi e la "Resistenza"

Playlist "Eternauta"(With Brian Calvin) 25 Aprile 2007 :
 
Offlaga Disco Pax - Khmer rossa
Grinderman - i don't need you to set me free
!!! - Myth takes
Perturbazione - Nel mio scrigno
Verdena - Sunshine of your love
 
Si è parlato di...Nascita partito democratico..."Corriere"e"Nazione" e 25 Aprile...
 
Archivio di Radio Popolare 1978 domanda(provocatoria):E'giusto uccidere un fascista?
 
Giuseppe Cederna ha letto da "Appunti partigiani"di Beppe Fenoglio (Da "Resistenza"di Yo Yo mundi...
 
La posta di Brian Calvin: chiediloallarockstar@libero.it (Casella di posta elettronica attiva per contattare Brian )
 
La poesia di Davide Riggio
 
Note :Buona puntata ,di contenuti,dopo la diretta del mattino a Primo Contatto per uno speciale sul 25 Aprile...
giovedì, 26 aprile 2007

Del 25 Aprile e dei valori della resistenza poco,molto poco, è stato detto quest'anno specie sulla stampa,almeno quella che ho sotto gli occhi..
Sul"Corriere"(della sera)un breve accenno a pagina 12(dodici)dopo valanghe di notizie sul neo Partito Democratico(Cristiano?) e sulla polemica a Bergamo riguardo l'invito a Gigi D'Alessio per i festeggiamenti dei 100 anni dell'Atalanta Calcio..
Intanto a Rieti,provincia di Roma(Italia),il sindaco ha pensato bene di issare la bandiera italiana a mezz'asta per ricordare l'evento che,evidentemente,la comunità laziale ritiene dannoso per la società civile(sono arciconvinto che quella stessa bandiera sarà stata issata e sventolata con orgoglio dai cittadini di Rieti mentre l'Italia vinceva i mondiali di calcio tra milioni di coglioni che storpiavano il ritornello della canzone dei White Stripes..).
A Forte dei Marmi,già al mattino presto,il casello autostradale(come riportato da "La Nazione" )era intasato da orde di famigliole con la bava alla bocca pronte ad immolarsi al sole estivo per un giro tra i 214(duecentoquattordici)banchi del mercato settimanale(Uno degli appuntamenti culturali settimanali che una buona borghese/catto/comunista non dovrebbe mai perdersi..).
Ovviamente nel caso di un improvviso acquazzone primaverile le porte dei vari Euromercato,Esselunga o Rg erano pronte a riparare le suddette orde e a"gratificarle" con una bella selva di tre per due e offerte speciali..
Non so se quei"vecchietti"con uno stendardo in mano che hanno rievocato,qua e là,la liberazione dell' Italia oggi rifarebbero le scelte di ieri.
Non so se l'Italia che immaginavano nel 45 sia migliore o peggiore di quella per cui hanno combattuto tra i boschi..
Volevano liberare quelle stesse masse che oggi si ghettizzano nei centri commerciali e le cui fondamenta culturali spesso non vanno oltre"Melissa p."o "uomini e donne"...
Dei valori e delle speranze del dopo 25 Aprile credo oggi sia rimasto poco per  molti :una data "colorata"di rosso su un calendario al quale appiccicare un paio di giorni di ferie per fare un ponte .
In radio ho mandato uno spezzone audio registrato da Popolare in cui si chiedeva provocatoriamente agli ascoltatori( dopo un grave fatto di sangue,erano gli anni 70)se "fosse giusto uccidere un fascista",e le risposte date in diretta .
Un ascoltatore collegato via chat mi ha chiesto se ero pazzo a trasmettere certe cose ..
Con una punta di orgoglio,pensando anche al mercato di Forte dei Marmi,gli ho risposto che,per una volta,i pazzi non erano dietro a un microfono(almeno dietro a quello in cui parlavo io)...
mercoledì, 25 aprile 2007

Sono in diretta dalle 22,35 sulle frequenze di Contatto Radio (e on line in streaming su www.contattoradio.it) "Eternauta"...

25 aprile 1945-25 aprile 2007

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martedì, 24 aprile 2007

Per Non Dimenticare...

CARRARA 1944 Donne in guerra...
All’ordine tedesco di evacuare Carrara, imposero il loro rifiuto e vinsero

di Riccardo Gatteschi

Il comando tedesco era stato
perentorio nel suo diktat: entro le ore 20 del giorno 9 luglio 1944 «la popolazione abitante in Carrara e frazioni a mare dovrà essere evacuata».
Era un provvedimento drastico ma necessario, anzi indispensabile per gli occupanti che controllavano il territorio apuano, perché non potevano più tollerare i sabotaggi e le azioni di disturbo che i partigiani compivano quasi quotidianamente.
I tedeschi sapevano bene dove la guerriglia trovava l’ispirazione e il coraggio per portare avanti le sue efficaci operazioni di disturbo: quella forza proveniva dalla popolazione di Carrara; una popolazione composta quasi unicamente da donne, vecchi, bambini. E tutti erano instancabili nel mantenere i contatti con gli uomini alla macchia sulle montagne circostanti, impegnati a contrastare con ogni mezzo l’esercito invasore.

Foto R. Gatteschi
Il sale della vita
Quando i primi manifesti vennero affissi nelle strade di Carrara, il 7 luglio, le donne non si persero d’animo perché sapevano bene qual era l’obiettivo di tutte: non abbandonare a nessun costo le loro case e i loro averi. Del resto erano donne che avevano già avuto modo di mettere alla prova la tenacia e l’energia per reagire di fronte alle difficoltà.
Furono loro che nell’inverno a cavallo fra il ‘43 e il ‘44 compirono quegli spossanti e pericolosi viaggi attraverso le Apuane per scambiare il sale - unica materia prima di cui disponevano - con farina e altro cibo con le donne emiliane.
Vale la pena di riportare le parole che Piero Calamandrei dedicò a quell’episodio nel 1955: «Fu il mare che dette alle donne il sale, la preziosa moneta di scambio per andare ad acquisire la farina al di là dei monti. Bisognava bollire clandestinamente l’acqua marina per ricavare alla fine, nel fondo delle caldaie, il pugnello di sale… E le donne, col loro carico, si arrampicavano per gli impervi sentieri delle montagne spesso a piedi nudi sulle taglienti schegge di marmo e andavano in Garfagnana in cerca di viveri; altre, spingendo carrettini a mano, facevano itinerari più lunghi, su per i passi dell’Appennino, su per la Cisa o il Cerreto, e calavano in Emilia. Dopo una o due settimane tornavano sfinite, sanguinanti, dimagrite, ma riportavano il loro carico di farina. Quelle che tornavano, perché le vie erano mitragliate, bombardate, piene di pericoli e di trabocchetti e molte rimanevano per la strada, abbattute dai proiettili o dallo sfinimento, o derubate del loro carico… Ma se una cad eva, come la fila delle formiche che, se si interrompono, subito si ricompongono, le altre passavano; e il pane, grazie a loro, arrivava alla città affamata».

Tensione crescente
Il 9 luglio, giorno di scadenza dell’ultimatum tedesco, trascorse tranquillo. Anche il 10 non si registrarono iniziative di alcun genere. Ma sotto la calma apparente, nell’intimità delle case o nel chiuso degli scantinati, fervevano i preparativi per la grande manifestazione del giorno seguente.
La mattina dell’11 le donne di Carrara si riunirono in Piazza delle Erbe e compatte, sorreggendo striscioni e gridando slogan che in qualche modo infondessero coraggio a loro stesse, si avviarono verso la sede del comando tedesco. In Via D’Azeglio il gruppo venne fermato dal vice commissario prefettizio, che prese la parola per invitarle a desistere dal loro proposito e rinunciare a quella manifestazione, che avrebbe potuto portare a conseguenze drammatiche.

Ci furono attimi di indecisione; poi le donne si guardarono negli occhi e decisero di continuare la marcia. Piazza Mazzini era presidiata da un gruppo di militari tedeschi armati di mitra e il portone d’ingresso del comando era protetto da una mitragliatrice.
Le donne continuarono il loro cammino e, al grido di «Non abbandonare la città!», si avvicinarono spavaldamente ai soldati tedeschi. La tensione era al massimo; un niente sarebbe bastato a far scoppiare la tragedia.
All’improvviso, dal gruppo dei soldati si staccò un manipolo, si avvicinò alle donne, ne afferrò quattro e le condusse all’interno del comando. Fra le manifestanti serpeggiò una sensazione di sbigottimento; poi l’audacia riprese il sopravvento e si avvicinarono ancora più minacciose al portone del palazzo. I tedeschi puntarono le loro armi; la tragedia fu sfiorata.
L’arrivo del prefetto di Carrara contribuì a mantenere alto lo stato di apprensione. Il funzionario entrò nel palazzo e ne uscì dopo alcuni minuti portando con sé le quattro donne. Poi si rivolse alla folla e annunciò che il comando tedesco aveva sospeso l’ordine di evacuazione. Solo a quel punto si poté percepire un senso di sollievo. La tragedia era stata scongiurata. Le donne tornarono alle loro case.

Questo è uno dei tanti episodi che sono valsi alla provincia di Massa-Carrara l’attribuzione della medaglia d’oro, anche perché «vinse la fame con il leggiadro sacrificio delle sue donne e dei suoi ragazzi sanguinanti sugli impervi sentieri; subì dovunque stragi, devastazioni e rappresaglie atroci; si abbarbicò alle natie montagne facendo del gruppo delle Apuane la cittadella inespugnata della libertà…».
domenica, 22 aprile 2007

A  Milano c'è stato un notevole aumento delle polveri sottili nell'aria: gli interisti hanno tirato fuori le bandiere dalle soffitte...
venerdì, 20 aprile 2007


Piero Fassino...Qualcuno era comunista..

Non ha mai nominato, manco una volta, la parola operai, mai la parola fabbrica, mai la parola masse. Temi che un tempo incendiavano i militanti di quello che si vantava di essere il più grande partito comunista d’Occidente. Non ha mai citato, neppure una volta, quel Silvio Berlusconi il cui solo nome per un decennio riusciva magicamente a riaccendere anche le più ammaccate e tristi riunioni di piazza. E dopo aver rimosso le arie dell’ «Internazionale» e «Bandiera Rossa» e perfino della «Canzone Popolare» o dell’ironica «Il cielo è sempre più blu», ha affidato la missione di scaldare i cuori al robusto inno di Mameli e a «Over the Rainbow», come non ci fossero più canzoni capaci di riassumere con parole italiane e comprensibili all’intera platea una fede buona per tutti...G.A.Stella

C'è bisogno di qualche commento?...

Spreco Nassiriya

di Gianluca Di Feo
Cento milioni di spese militari per ogni milione di aiuti. Fondi record al Sismi e alla Croce rossa. Risultato: la missione in Iraq ha inghiottito oltre un miliardo e mezzo di euro

Spreco Abbiamo speso più per gli 007 che per gli aiuti. È il paradosso più grande della missione italiana in Iraq, una spedizione nata per favorire la ricostruzione del Paese dopo gli anni della dittatura di Saddam Hussein e soprattutto per dare sollievo alla popolazione stremata da embargo e combattimenti. Doveva essere una missione umanitaria: invece a Nassiriya l'Italia ha investito più negli agenti segreti che nel sostegno agli iracheni. Nei primi sei mesi del 2006 il bilancio approvato dal governo per l'operazione Antica Babilonia prevede 4 milioni di euro di aiuti e ben 7 milioni "per le attività di informazioni e sicurezza della presidenza del Consiglio dei ministri", ossia per gli inviati del Sismi. E la stessa cosa è avvenuta sin dall'inizio: in tre anni l'intelligence ha ottenuto circa 30 milioni di euro mentre per "le esigenze di prima necessità della popolazione locale" ne sono stati stanziati 16. Un divario inspiegabile, che sembra mostrare l'Italia più interessata allo spionaggio che al soccorso di quei bambini per i quali era stata decisa la partenza di un contingente senza precedenti: oltre 3.500 militari con mille veicoli.
Ma a leggere i dati contenuti nella monumentale relazione pubblicata sul sito dello Stato maggiore della Difesa, tutta l'operazione Antica Babilonia appare come una voragine, che inghiotte finanziamenti record distribuendo pochissimi aiuti. O meglio, i conti mettono a nudo la realtà che si vive a Nassiriya: non è una missione di pace, ma una spedizione in zona di guerra. Finora infatti sono stati stanziati 1.534 milioni di euro, poco meno di 3 mila miliardi di vecchie lire, per consegnare alla popolazione della provincia di Dhi-Qar poco più 16 milioni di materiale finanziato dal governo: un rapporto di cento a uno tra il costo del dispositivo militare e i beni distribuiti. In realtà, però, la spesa totale per le forze armate italiane a Nassiriya è addirittura superiore a questa cifra: tra stipendi, mezzi distrutti ed equipaggiamenti logorati dal deserto la cifra globale calcolata da 'L'espresso', consultando alcuni esperti del settore, si avvicina ai 1.900 milioni di euro.

Intelligence a go-go Su tutte le pagine del rapporto dello Stato maggiore Difesa, disponibile sul sito web, è stampata la dicitura: 'Il presente documento può circolare senza restrizioni'. Solo nelle ultime 20 pagine questo timbro non compare. Ed è proprio nella nota finale sugli aspetti finanziari di Antica Babilonia che compaiono le notizie più delicate. A partire dalla voce: 'Attività di informazioni e sicurezza della PCM', ossia della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Si tratta dei fondi extra consegnati agli agenti del Sismi che operano in Iraq: non si sa se lo Stato maggiore li abbia indicati per voto di trasparenza, per errore o per una piccola mossa perfida. Di fatto, finora le disponibilità degli 007 erano un mistero, oggetto di grandi illazioni soprattutto per quanto riguarda la gestione dei sequestri di persona. Da anni si discute delle riserve usate dalla nostra intelligence per comprare informatori o per eventuali riscatti pagati durante i rapimenti. Adesso queste cifre permettono di farsi qualche idea del costo dei nostri 007 in azione. Per i primi sei mesi del 2003, purtroppo, lo Stato maggiore non è illuminante: la provvista è mescolata assieme alle spese di telecomunicazioni, quelle dei materiali per la guerra chimica e quella per il trasloco delle truppe. In totale poco meno di 35 milioni. Facendo il confronto con i bilanci dei semestri successivi, si potrebbe ipotizzare che al Sismi siano andati circa 4 milioni di euro. In ogni caso, gli stanziamenti diventano poi espliciti: 9 milioni nel 2004, 10 milioni nel 2005, 7 milioni già disponibili per i primi sei mesi di quest'anno. Una somma compresa tra i 50 e i 60 miliardi di vecchie lire, destinata soltanto a coprire i sovrapprezzi delle missioni top secret in territorio iracheno, a ricompensare gli informatori e, verosimilmente, alla gestione dei sequestri di persona. Quelle operazioni che hanno determinato il ritorno a casa di sei ostaggi, grazie anche al sacrificio del dirigente del Sismi Nicola Calipari. Un ultimo dato: dalla stessa relazione dello Stato maggiore apprendiamo che il Sismi ha avuto altri 23 milioni e mezzo per la missione in Afghanistan. Anche in questo caso, la dote degli 007 supera di gran lunga il valore dei beni distribuiti alla popolazione.

La lontananza è cara Le voci trasporti e telecomunicazioni della spedizione hanno importi choc. Per i viaggi avanti e indietro dei reparti, dei rifornimenti e degli equipaggiamenti, sono stati spesi finora 125 milioni di euro. Ogni quattro mesi infatti le brigate impegnate a Nassiriya vengono sostituite: devono tornare in Italia con le loro dotazioni di materiali e armi leggere. Veicoli e scorte invece restano sempre in Iraq, salvo quando il logoramento impone di rimpiazzarli. Sorprendente anche la 'bolletta del telefono': 11 milioni in 18 mesi. Non si tratta delle chiamate a casa dei soldati o dei carabinieri, ma del flusso di telecomunicazioni via satellite per l'attività dei militari: i contatti con l'Italia, quelli con i comandi alleati e molte delle trasmissioni radio sul campo. Pesante pure il capitolo 'Croce rossa italiana': si tratta di oltre 32 milioni di euro. E riguardano il solo ospedale di Nassiriya, quello che fornisce assistenza medica ai nostri militari. Questa struttura ha soltanto come scopo secondario l'attività in favore della popolazione locale: 450 ricoveri in tre anni. Nel 2003 la Croce rossa aveva a Nassiriya 85 persone, poi scese a 70: dall'inizio della missione si tratta di una spesa media per ogni operatore sanitario di oltre 400 mila euro. Perché? La risposta ufficiale chiama in causa le indennità straordinarie e le difficoltà di trasferire medicinali e apparecchiature. L'ospedale da campo creato a Baghdad nel 2003, invece, era finanziato con i fondi del ministero degli Esteri: il costo era ancora più alto, ma i pazienti erano tutti iracheni.
Farnesina tecnologica La quota più consistente dei fondi destinati alla rinascita dell'Iraq viene gestita dalla Farnesina: 103 milioni di euro. La fetta maggiore è stata inghiottita dall'ospedale di Baghdad e dalla difesa dell'ambasciata. Ci sono poi numerose iniziative ad alta tecnologia, tutte realizzate in Italia e alcune di discutibile utilità: 5 milioni per la rete telematica Govnet che dovrebbe connettere i ministeri di Bagdad; 800 mila euro per la ricostruzione virtuale in 3D del museo di Bagdad. I programmi di formazione invece prevedono che il personale iracheno frequenti dei corsi in Italia: una procedura sensata quando si tratta di lezioni per dirigenti o tecnici di alto livello, forse meno quando comporta il trasferimento a Roma di 30 orfani destinati a imparare il mestiere di falegname, barbiere o sarto. Più concreti gli interventi gestiti dal Ministero attraverso la Cooperazione per la ricostruzione dell'agricoltura, del sistema scolastico e di quello ospedaliero: ma nei primi 18 mesi nella regione di Nassiriya erano stati realizzati progetti per soli 3,7 milioni.
Armata ad alto costo Tra aiuti diretti consegnati dai militari e progetti, concreti o virtuali, della Farnesina in tutto sono stati stanziati 119 milioni di euro. Secondo lo Stato maggiore, per il contingente armato finora sono stati messi a disposizione 1.418 milioni di euro. Ma è un stima parziale: non tiene conto del costo degli stipendi, del logoramento dei mezzi, di molte delle parti di ricambio. Non tiene conto dell'elicottero distrutto in missione, dei dieci veicoli Vm90 annientati negli attacchi, delle munizioni esplose, della base dei carabinieri cancellata dall'attentato del 2003. Non tiene conto del terribile bilancio di vite umane: 22 tra carabinieri e soldati caduti e 61 feriti in azione, altri sette morti e sette feriti in incidenti. In più un civile ammazzato nella strage del 12 novembre 2003 e un altro ferito. Un sacrificio giustificato dai risultati? Di sicuro, non si può chiamarla una missione di pace. Nei quattro mesi 'più tranquilli' i parà della Folgore hanno distribuito beni o avviato progetti pari a 4 milioni di euro, finanziati dal governo o da istituzioni e aziende italiane: in più hanno vigilato sulla nascita di iniziative internazionali per altri 6 milioni di dollari. Nella fase di crisi della battaglia dei ponti, invece la brigata Pozzuolo del Friuli si è fermata a meno di 4 milioni di dollari tra attività portate a termine o soltanto avviate. Ormai è difficile anche controllare a che punto sono i lavori nei cantieri: ogni sortita è pericolosa. Per questo il comando di Nassiriya ha ipotizzato di usare gli aerei-spia senza pilota, i Predator, che con le telecamere all'infrarosso possono verificare se i macchinari sono accesi o se i manovali ingaggiati dalla Cooperazione stanno perdendo tempo. Certo, si potrebbe affidare la sorveglianza alle autorità irachene: grazie a un programma della Nato abbiamo addestrato 2.600 soldati e 12 mila poliziotti locali. Eppure tanti uomini in divisa non sono bastati a impedire che un'imboscata venisse messa a segno a pochi metri dal commissariato più importante...

giovedì, 19 aprile 2007

Federico Fiumani "Diaframma"

Playlist "Eternauta"(With Brian Calvin) 18 Aprile 2007 :
 
Diaframma - Questo ragazzo
C.O.Ska - Donatella
A toys orchestra - Powder on the words
Ripps - Promises
Pacifico - Ricordati di me
 
Si è parlato di...Italia e armi..."Fiori d'arancio"tra 59enni e trentenni...
"Seme"on line...
 
Beppe Grillo e l'intervento all'assemblea Telecom
 
"Chiedilo alla rockstar"la posta di Brian
 
Ospite in studio...Paola
 
Giuseppe Cederna ha letto da"54"di Wu Ming
 
Note:Teso per la giornata di lavoro ,la diretta ne ha risentito,ma,tutto sommato(visto che quasi tutto è stato improvvisato) è stata piacevole.Lo streaming in panne...
martedì, 17 aprile 2007

Lo Sapevate?...

Che il corrispondente della spesa mondiale di mezza giornata per mantenere
 gli apparati militari potrebbe finanziare il programma dell'OMS per
 cancellare la malaria (300 milioni di casi annui accertati)?

Che al prezzo di un aereo da caccia supersonico (36 milioni di euro la
 previsione per i nuovi JSF Lokheed Martin in attività dal 2008) si
 potrebbero allestire circa 40.000 farmacie da villaggio?

Che la spesa militare mondiale complessiva si aggira sui 900 miliardi di euro
 annui? (il prodotto interno lordo totale dell'Italia in un anno è di circa
 1200 miliardi di euro)

Che l'1% della spesa militare mondiale annua potrebbe pagare le
 attrezzature agricole necessarie ad accrescere la produzione primaria nei
 paesi a basso reddito, rendendoli quasi autosufficienti dal punto di vista
 alimentare in 20 anni?

Che negli ultimi 5 anni gli aiuti ufficiali allo sviluppo sono diminuiti
 del 12% circa?

Che i principali titoli del settore armamenti hanno guadagnato dal 20%
 all'80% alla borsa di New York nei mesi successivi all'11 settembre 2001?

http://www.liceoberchet.it/ricerche/geo4d_05/occidente_oriente/bush_laden/immagini/boom2.jpg
SeMpre più difficile pensare che tutto questo si possa organizzare da una grotta in Afghanistan...Ogni tanto il mercato ha bisogno di uno scossone,capito risorse umane?
lunedì, 16 aprile 2007

 www.banchearmate.it

Le più grandi banche ricavano miliardi dal boom dell'export di armi made in Italy, mai così florido da vent'anni a questa parte. Solo sui conti di San Paolo-Imi le transazioni hanno superato i 446 milioni di euro.
Boom. L'Italia da venti anni a questa parte non ha mai venduto così tante armi come nel 2006, e a guadagnarci moltissimo sono le «banche armate», gli istituti di credito che garantiscono servizi e incassano succulente percentuali sulle transazioni legate all'export made in Italy. Prima su tutte, San Paolo-Imi che da solo controlla il 30% del mercato. Sui suoi conti a nome delle ditte italiane sono previsti incassi fino a 446 milioni di euro, l'anno precedente erano 164 milioni. Ma nell'affare sono coinvolti alcuni fra i maggiori istituti di credito italiani. E anche gli istituti esteri con filiali in Italia accrescono la propria quota di mercato. Come dire ce n'è davvero per tutti.
Secondo il rapporto della Presidenza del consiglio, le vendite di armamenti all'estero autorizzate dal governo italiano nel 2006 sono salite addirittura del 61%, passando da 1,36 miliardi del 2005 a 2,19 miliardi. Mentre le consegne già effettuate hanno fruttato 970,4 milioni. Le ditte esportatrici sono sempre le stesse, Augusta (810 milioni di euro), Alenia (311), Oto Melara (283), Avio (127), Lital (123), Selex (81,5), Aermacchi (73,4), Alcatel Alenia (71,5), Iveco (49,6). Delle prime dieci aziende esportatrici, ben sette appartengono a Finmeccanica di cui lo Stato è principale azionista. In pratica lo Stato autorizza se stesso a vendere armamenti all'estero...