Eternauta

Tagli,ritagli e frattaglie di vita (e non solo)sulle frequenze di Contatto Radio Popolare Network..Via etere sugli 89,75(MassaCarrara,Versilia,Sarzana)e 89,50(La Spezia e provincia) "L'ETERNAUTA" IN DIRETTA(DA OTTOBRE) OGNI MARTEDI'DALLE 22,35 SULLE FREQUENZE DI CONTATTO RADIO POPOLARE NETWORK O IN STREAMING DIRETTO DA QUESTO BLOG E SUL SITO DELLA RADIO HTTP://WWW.CONTATTORADIO.IT

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Utente: maurieternauta
Nome: Maurizio "Eternauta"
Conduttore radiofonico..Taglio,ritaglio, e frattaglio su Contatto Radio Popolare Network di Carrara...Fm 89.75(Massa Carrara e Versilia)Fm 89.50(La Spezia)e in streaming on line(Direttamente sul player del blog o su www.contattoradio.it)...Email: castagnam@interfree.it In diretta ogni lunedì(dopo la pausa estiva) dalle 21,05 ("Riserva Indie")e il Martedì dalle ore 22,35("L'Eternauta")..

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domenica, 30 settembre 2007

Non so se si è "notata" l'indignazione e la levata di scudi contro la crociata di Beppe Grillo e del "vaffa day"in questi giorni da parte della "casta"(e poco importa se a destra o a sinistra)..
E' stato tutto un sussegguirsi di accuse di populismo e demagogia e nello stesso tempo un attacco,da parte di tutti i partiti,nessuno escluso,ai costi della politica.
Da qui a "tagliare"eventuali sprechi ce ne passa,ovvio,ma l'abbozzo di finanziaria presentato va un po' in quella direzione ed è già stato bollato,ad esempio dai soliti "arcoriani", come un "regalo"ai militanti dell'Otto Settembre 2007..
Siamo sicuri che si sarebbe agito con tanta velocità e determinazione nel taglio delle spese della "casta" se centinaia di migliaia di persone non avessero urlato il loro disgusto  dalle piazze?
Siamo davvero sicuri che i vari partitini,i vari Mastella e letamai affini(spero non si offendano i letamai..) avrebbero trovato il coraggio di ridimensionarsi e ridimensionare( per ora solo nelle intenzioni..) il numero di lecchini a cui daranno "lavoro" ( e permettetemi un certo imbarazzo quando uso questa parola per definire le attività retribuite di tanti,troppi impiegati del settore pubblico che ,alla faccia dei pochi volenterosi,hanno del lavoro una concezione formale ma non sostanziale..)?
Io sono certo che il trend di questi anni che ,dati alla mano,ha portato la "casta" a "mangiarsi"4(quattro)miliardi di euro l'anno sarebbe rimasto invariato per la gioia di quei dottorini che orbitano tra onorevoli e senatori e brindano a "bignè e mignotte"coi soldi dei contribuenti(quasi tutti dipendenti del settore privato e micropopolo delle partite iva) che spesso non arrivano alla quarta settimana con il loro magro stipendio.
Non credo sia la sinistra del partito democratico quella che possa rappresentare la svolta in questo paese..
La sinistra dei salotti buoni,dei "circoli intellettuali",delle interviste dalla Bignardi(una che se la tira più di un cocainomane ma che vanta nel suo curriculum la conduzione del grande fratello e due mesi come direttrice di "Anna"prima di passare alla "7" a fare interviste con domande scritte da altri..)e non quella che sta in mezzo ai problemi alla gente(Gente che non è più popolo ma risorsa umana..).
Quella sinistra che veste firmata e che ti sussurra in un orecchio che "non voglio fare la fine di quella che lava le mutande a un operaio"(dichiarazione di una dottorina al sottoscritto ,ahimè..).
La sinistra che ha del lavoro una concezione scolastica :per cui si lavora nove mesi all'anno ,si fanno le vacanze di Natale e di Pasqua e nei tre mesi estivi si gira seguendo gli itinerari proposti dai"Viaggi di Repubblica"..
Quel tipo di sinistra che pensa che i problemi siano quelli di chi ha già una casa e due stipendi ma non abbastanza soldi per fare tre settimane di vacanza in Australia o pe4 comprare dieci dvd al mese e non quella di chi la Domenica va a fare il cameriere per mandare i figli all'Università e le vacanze le vede raccontate in tv al programma della Colò..
Non sarà la sinistra del partito democratico a salvarci e neppure il Bossi che vuole portare il popolo padano alla rivolta(mi fai pena Bossi..Vallo tu ad arruolare l'esercito padano fuori dagli Auchan di Piacenza o Milano e vedrai quanti "vaffanculo"ti prendi e non da militanti dei meetup di Grillo..)
Non sarà la politica che ci salverà,ma cento,mille,diecimila "Vaffa Day"sono l'unica possibilità pe rendere il boccone,piano piano,meno amaro e magari continuare a sognare..
Sognare cosa?..Di certo non un'altra intervista della Bignardi..
giovedì, 20 settembre 2007

Mauro Mazza tg2...

Tg2, 19 settembre 2007, edizione delle ore 13.00.
Editoriale del direttore del Tg2 Mauro Mazza.

Testo:

"Lo abbiamo sentito anche adesso, va avanti a colpi di insulti, di accuse pesantissime, di male parole. E' il fenomeno Beppe Grillo, non a caso nato con un colossale 'vaffa' indirizzato con più destinazioni, con più destinatari. Molti hanno parlato di neoqualunquismo, forse anche per provare a esorcizzare il pericolo.
Ma cosa accadrebbe se un giorno all'improvviso, un pazzo, uno squilibrato, ascoltate quelle accuse contro Tizio o Caio all'improvviso, un brutto mattino premesse il grilletto? Una volta in Italia c'erano i cosiddetti 'cattivi maestri' che additavano come nemico un commissario di Polizia, un giornalista, un magistrato e accadeva, purtroppo, che qualcuno pazzo o meno andasse, premesse il grilletto e qualche volta uccidesse. Oggi non abbiamo più, per fortuna, maestri cattivi né buoni.
Abbiamo qualche apprendista stregone, evidentemente. La Storia - si dice - una volta tragica quando concede repliche diventa una farsa. Ma cosa accadrebbe se ci fosse un percorso inverso, dalla farsa alla tragedia?
Cosa accadrebbe se un mattino, un brutto mattino, qualcuno, ascoltati quegli insulti, quelle male parole contro Tizio o contro Caio, premesse un grilletto all'improvviso?

Ma come si cagano addosso nella stanza dei bottoni...Vero Mazza?

lunedì, 17 settembre 2007

Il Cd sul "player"dell'Eternauta...

Venerdi' 21 settembre riparte il palinsesto di Contatto Radio - Popolare Network(Fm 89.75 - 89.55)
Alcune riconferme e molte novita' vi aspettano sulle nostre frequenze e in streaming su www.contattoradio.it 
 Carrara - Ci siamo. Tra pochi giorni partirà il palinsesto invernale della nostra emittente. La data è fissata per il prossimo venerdì 21 settembre alle ore 21:00: l'onore di aprire le danze è stato concesso a Patchanka, con il primo dei tanti concerti che presenteremo in diretta ogni venerdì sera. Sul palco la bravissima Cristina Donà che presenterà il suo ultimo album in uscita in questi giorni.
Una delle novità di questa nuova stagione riguarda proprio Patchanka che si sposta nel weekend: oltre all'appuntamento del venerdì, sarà in onda anche il sabato e la domenica dalle 14:30 alle 15:30.
Lunedì 24 la vera ripartenza: alle ore 9:00 torna l'appuntamento con Onda Anomala, alle 10:30 il mornign show Primo Contatto: due ore di musica e notizie.

Alle 14:00 un'altra importante novità
: una nuova trasmissione co-prodotta da tutte le radio del nostro network per parlare della società e della sua evoluzione: dagli stili di vita low cost ai territori meticci dell'immigrazione, dai mondi digitali alle nuove community urbane e alle frontiere espanse delle tecnologie di consumo.

Alle 17:00 si aprirà invece la seconda stagione di Meltin Pop che vedrà allungata di mezzora la sua durata, con musica di ogni tempo e notizie locali e dal mondo.

Queste sono solo alcune delle novità che vi aspettano quest'anno. A breve altri dettagli.
Eternauta in diretta Lunedì dalle 10,35 alle 12,30(Primo contatto)  e  giovedì(Meltin'pop) dalle 17 alle 19,30

 

venerdì, 14 settembre 2007

 

copertina libro
"Shock economy ", da oggi l'ultimo libro dell'autrice di "No Logo" che mette sotto accusa il nuovo capitalismo globale.
L'Iraq, Katrina, Pinochet e lo Tsunami. Quando la crisi di un Paese diventa un'occasione per il fondamentalismo neoliberista

Naomi Klein: "Un libro e un minifilm per raccontare la shock economy"

Qualche anno fa, prima che il progetto per il "grande Medio Oriente" naufragasse miseramente tra i morti e le bombe in Iraq, alcuni coloni della destra fondamentalista israeliana avevano messo a punto una teoria sul conflitto con gli arabi che chiamavano apertamente "terapia shock". In sostanza - spiegavano agli interlocutori che domandavano come loro, apologeti del progetto per un Grande Israele dal Mediterraneo al Giordano, intendessero convincere i palestinesi senza dargli una terra - spiegavano che il problema era tutto culturale. «Finché i palestinesi avranno questa mentalità sarà impossibile», ammettevano. «La terapia shock consiste esattamente nello sfruttare un evento o una serie di accadimenti per cambiare la mentalità di un popolo. E i palestinesi subiranno una sconfitta militare di tale portata e uno shock così profondo da cambiare radicalmente la loro mentalità: come è successo ai giapponesi dopo la bomba atomica».
In un contesto meno biblico, ma sempre intorno al concetto di terapia shock, si muove l'ultimo saggio di Naomi Klein, Shock Economy, l'ascesa del capitalismo dei disastri (Rizzoli, pp. 621, euro 20,50), un viaggio attraverso il fondamentalismo neoliberista analizzato dal filtro di alcune delle crisi più profonde attraversate dal mondo negli ultimi trent'anni. Trattandosi di ideologia del mercato, l'autrice di No Logo non può che partire da uno dei grandi teorici della dottrina neocon in economia, il capostipite: Milton Friedman. Più che un precursore il profeta.
«Lascia che bruci», lascia che infine il disastro si compia. Solo allora ci saranno le condizioni per interventi radicali. Il lucido percorso di Klein attraversa scenari recenti come New Orleans, il Cile di Pinochet, l'Argentina della crisi economica, lo Tsunami nel Sud Est asiatico. E naturalmente l'Iraq. «Sto scrivendo un libro sullo shock - spiega ad un certo punto l'autrice - un libro sui Paesi che vengono scioccati dalle guerre, dai disastri naturali, da attacchi terroristici, colpi di Stato o altri disastri. Sto scrivendo un libro su come questi Paesi vengono scioccati un'altra volta, dalle grandi aziende e dai politici che sfruttano la paura e il disorientamento del primo shock per imporre la loro strategia economica».
E' su questo binario che Shock Economy muove il suo itinerario. Prendiamo Katrina, l'uragano che sconvolse New Orleans. Perché le macerie non forniscono solo un'occasione per ricostruire. La devastazione di una città permette di cambiarla, di mutarne il volto a favore di alcuni e discapito di altri. E la situazione di shock abbassa le difese immunitarie di una società, apre le maglie. Per questo «grazie a questa tabula rasa abbiamo grandi opportunità», come commenta Joseph Canizaro, uno dei più grandi costruttori di New Orleans, osservando beato il centro di New Orleans raso al suolo.
«Una pletora di politici conservatori, think tanks e imprenditori parlavano apertamente della tabula rasa come di una meravigliosa occasione». Non per ricostruire quello che c'era prima, però. Spiega Klein: «la ricostruzione inizò portando a compimento il lavoro svolto dal disastro, spazzando via cioè quanto rimaneva della sfera pubblica».
E' l'uragano, il disastro, la guerra, a creare le condizioni per l'affondo. Lo stesso Milton Friedman, ormai 93enne, vide nel passaggio del ciclone una splendida opportunità. Lo scrisse anche sul Wall Street Journal : «la maggior parte delle scuole di New Orleans è in rovina (...) ma oggi abbiamo una grande opportunità. L'opportunità di riformare radicalmente il sistema educativo». Dove andasse poi a parare era chiaro: «una riforma permanente delle scuole americane incentivando i privati». Ovvero, privatizzare e tagliare un'altra fettina del già pallido welfare Usa.
Friedman e i suoi seguaci avevano perfezionato questa strategia per oltre trent'anni. «Attendere il verificarsi di un evento shock, quindi sfruttare le risorse dello Stato per ottenere un guadagno personale mentre gli abitanti sono ancora disorientati, poi agire rapidamente per rendere "permanenti" le riforme». Secondo Klein questa è la dottrina dello shock, che Friedman «ha messo a punto ai tempi in cui faceva il consigliere di Pinochet». Fu proprio con il popolo cileno ancora sconvolto dal colpo di Stato che i Chicago boys di Friedman operarono tagli fiscali, cancellarono servizi pubblici, tagliarono la spesa sociale e incentivarono la deregulation.
Nei primi giorni dell'occupazione all'Iraq, Klein ritrova il medesimo fenomeno. «La stessa formnula è riemersa, con molta più violenza, in Iraq». In Shock Economy l'autrice riprende la teoria già emersa nel saggio di Ullman e Wade, Shock and Awe (Shock e Sgmomento): «La guerra ha anche lo scopo di controllare la volontà dell'avversario, le sue percezioni e il suo intelletto, di renderlo letteralmente incapace di agire o reagire». «E dopo le bombe - insiste Klein riferendosi all'Iraq - è venuta la terapia shock dell'economia, imposta in un Paese ancora in fiamme. Privatizzazione selvaggia, completa libertà di scambio, un'aliquota d'imposta unica al 15 per cento e un governo di proporzioni ridotte per scongiurare resistenze». Qui Klein ricorda i timori di Etienne Balibar quando questi parla del «rischio che la democrazia venga sopraffatta e scivoli in una apartheid strisciante». Balibar si riferisce all'Europa, alla Cina e alla necessità di controbilanciare la super potenza militare e coloniale degli Stati Uniti, ma il contesto della deriva è lo stesso, con Balibar che identifica il potenziale devastante di uno shock e pensa ai rimedi.
La memoria dei giorni iracheni di Mike Battles, un ex agente della Cia, è ancora più sintetica: «Per noi la paura e il disordine offrivano promesse concrete». Altro che. La Custer Battles, una piccola compagnia di sicurezza privata fondata proprio dall'ex spione, ottenne circa cento milioni di dollari in contratti governativi. Dopo i mesi da corrispondente a Baghdad, dove Klein assiste «al tentativo, fallito, di fare seguire alla dottrina Shock and Awe la terapia shock dell'economia», la giornalista canadese va nel Sud Est asiatico, al seguito di un altro evento catastrofico. E' il cataclisma Tsunami, nel dicembre 2004, ed ecco che gli investitori stranieri e i prestatori internazionali «si uniscono allo scopo di sfruttare l'atmosfera di panico per consegnare l'intero litorale a imprenditori perché vi costruiscano villaggi turistici, impedendo a centinaia di migliaia di pescatori di ricostruire le loro case vicino al mare».
Si pensi poi alla Russia di Boris Eltsin. Nel 1993, dopo un fallito e oscuro tentativo di golpe, le cannonate sul Parlamento e la carcerazione dei leader dell'opposizione, lo shock tra la gente e nel Paese era immenso. Un modello quasi didascalico di tabula rasa. E infatti nessuno fu in grado di reagire o afferrare la reale portata delle privatizzazioni che a prezzi di saldo svendettero il patrimonio di uno Stato dando vita all'economia mafiosa e ai noti oligarchi.
L'esempio dell'Argentina di diverso ha soltanto gli esiti, visto che dopo lo shock la tendenza si è invertita. Eppure alla fine degli anni '90, trascinata dalla crisi di solvenza che due anni prima aveva freddato l'economia asiatica, in una situazione di stagnazione e grande disoccupazione, il ministro dell'Economia Cavallo impone un monetarismo monastico accompagnato da un'ampio progetto di "riforme". Mentre nel vicino Brasile, a partire dallo Stato del Minas Gerais, l'economia riparte proprio ammettendo di non poter pagare i debiti, dando quindi vita a una contrattazione su cui si abbattono le ire del Fondo Monetario, Cavallo si comporta come se fosse a Francoforte anziché a Buenos Aires, col risultato di dopare un'economia allo stremo, che di lì a pochi mesi trascinò un Paese intero in bancarotta. «Ma come Friedman aveva ben compreso - precisa Naomi Klein - l'atmosfera di crisi forniva il necessario pretesto per consegnare il Pese a economisti "tecnocrati"».
Naturalmente non mancano gli esempi in cui le politiche neoliberiste vengono adottate democraticamente, vedi gli anni '80 di Ronald Reagan oppure la più recente elezione di Nicholas Sarkozy in Francia. «In questi casi però - nota ancora l'autrice - i crociati del libero mercato hanno incontrato la pressione dell'opinione pubblica e sono stati obbligati a temprerare e modificare i loro piani. Perché è la stessa congiutura democratica ad essere un ostacolo all'applicazione del fondamentalismo capitalista. «Il modello economico di Friedman può essere solo parzialmente imposto in una democrazia: per attuarlo in tutta la sua portata ideale ha bisogno di uno schock e di una tabula rasa»...Claudia Morgoglione
giovedì, 13 settembre 2007

Comprereste un'auto da quest'uomo?

Dal"Corriere della Sera" del 12 Settembre 2007
 
Subito dopo essere stato"sbattuto con il muso a terra"dalla polizia belga nel corso di una manifestazione a Bruxelles l'onorevole(?)Borghezio rilascia,tra le altre,le seguenti dichiarazioni:
 
Domanda:Senta Borghezio,ma perchè capitano tutte a lei?Ad esempio l'aggressione sul treno da parte dei no-tav..
 
Borghezio:"Ma anche quella dei no global fuori da una libreria esoterica in via Pò,dove cercavo libri sui celti per mio nipote"(Libri sui celti per suo nipote???)
 
Domanda:Cosa è successo ieri?
 
Borghezio:"Volevano tapparci la bocca i poliziotti belgi..Si,sa ,perchè io sono differenzialista:cioè credo che ognuno viva meglio nel suo habitat naturale.Noi non rompiamo i coglioni agli africani e loro non devono romperli a noi.Mi sembra semplice..
Anche io a 20 anni ne dicevo di cotte e di crude,e anche adesso,modestamente ,mi piace far casino.Ma credetemi ,sono una brava persona..E' la sinistra che mi disegna razzista"
 
Come non essere orgogliosi di avere in Parlamento un uomo che regala libri sui celti a suo nipote?
lunedì, 10 settembre 2007

Piazza Maggiore, Bologna, otto settembre 2007

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Foto di Mario Bucchich


“Oggi inizia un nuovo Rinascimento fatto dagli italiani. L’otto settembre del 1943 i Savoia scappavano a Pescara. Dietro di loro lasciavano un’Italia allo sbando. Oggi non è cambiato nulla. Il Parlamento è occupato da abusivi scelti dai segretari di partito. Non scappano più, non ne hanno bisogno. Vivono in un mondo a parte tra scorte e televisione. Politici... una parola che non vuol dire più un c...o. Politici di professione. Professionisti abusivi. Altro che i posteggiatori, i lavavetri e le puttane. Gli abusivi sono loro. Nessuno li ha eletti. Ci hanno tolto anche la libertà di votare il candidato.
Non voglio che i partiti decidano chi deve essere eletto in Parlamento. E neppure che i ministri siano sorprese nell’uovo di Pasqua. Prima di votare va detto chi saranno i ministri, chi sarà il ministro della Giustizia. Se scelgono Mastella, allora a votare ci vanno loro. Se lo eleggono loro. Alle primarie a pagamento ci vanno loro.
LORO, l’incantesimo della delega. A TUTTO CI PENSERANNO LORO.
Siete VOI che dovete riprendere in mano la vostra vita. Ritornare a fare politica ogni giorno. Al supermercato, a scuola, sul lavoro, al semaforo, nella natura, nel vostro condominio.
Non c’è nessuno dall’altra parte del muro. Se bussate, la porta rimarrà chiusa. Non credete più ai giornali e alle televisioni. Mentono, mentono. Banche, media, politica, grandi aziende sono la stessa cosa. Le stesse persone. Un mostro che divora il Paese, che vi fa credere quello che vuole, che intervista in ginocchio prescritti, mafiosi, corrotti e corruttori. Li trasforma in persone oneste, in statisti. Ma sono solo dei poveri cialtroni che in altri Paesi dovrebbero nascondersi dalla vergogna. Che esempio darete ai vostri figli, forse Corona, Previti, lo psiconano, Pomicino, Ricucci, Fiorani in mutande, Geronzi neo presidente di Mediobanca che decide dei destini della finanza del Paese? Più fai schifo più sei famoso? Più delinqui più hai successo? E’ questo che volete?
Il ministro Amato si dice preoccupato che, o la sinistra al Governo dà una sterzata chiara sull’ ordine pubblico, o ci sarà una “svolta fascista”.
Amato, il tesoriere di Craxi che non sapeva mai niente. Stava sempre in ufficio a studiare. Il cinghialone portava i miliardi all’estero e lui non sapeva.
Dov’eri Amato quando avete scarcerato un anno fa 26.000 criminali? Lo avete fatto per evitare che gli amministratori pubblici, i vostri compari, i furbetti della politica finissero in galera. Non dirmi che non lo sai. E ora ci parli di svolta fascista. Di summit sulla sicurezza. Qui non c’è nessuna svolta fascista, c’è quella del buon senso, c’è la svolta del calcio in culo a chi ha votato l’indulto. I nomi li sappiamo e anche i cognomi. Li faremo tutti alle prossime elezioni. Questa gente in Parlamento non ci deve tornare mai più. Quanti morti, stupri, furti ha causato l’indulto? Chi paga? Forse il ministro di Casta e Ingiustizia Mastella venderà i suoi appartamenti romani per risarcire la famiglia dei coniugi di Gorgo al Monticano?
Il pesce puzza dalla testa e c’è un odore di fogna in giro da non resistere. Viviamo con il naso turato. Voglio ritornare a sentire l’odore della vita. Bisogna sturare i tombini. Aria pura, acqua pura. Nelle nostre vite e nella vita pubblica.
Piazza Maggiore è strapiena: 100.000, 150.000 persone? 220 città italiane e 20 città nel mondo sono collegate con noi. E’ la prima volta che succede. E’ la forza della Rete, dell’informazione libera. E’ la nostra Woodstock della legalità. Ameno 300.000 persone hanno firmato oggi per un nuovo Rinascimento. Per una legge di iniziativa popolare, per dare dignità al Parlamento, in tre punti:
- no ai condannati in Parlamento
- no ai politici di professione, due legislature e poi tornino al loro lavoro
- si alla preferenza diretta.
Le firme necessarie le abbiamo ottenute in una mattina. La gente ha fatto la fila per ore contenta per poter firmare. Porterò questa proposta di legge in Parlamento, la leggerò e vedremo tutti in faccia chi si opporrà.
Questo è un Paese di sudditi, ma costituzionali. Possiamo solo votare le persone scelte dai partiti e qualche volta dire no a una legge con il referendum. Non esiste un referendum propositivo. Ma i partiti se ne fregano anche dell’esito dei referendum. Per fare la legge elettorale nel 2005 il centrodestra ha buttato nel cesso il risultato del referendum del 1992.
Nel medioevo avevamo più diritti di oggi. Per questo ci vuole un nuovo Rinascimento. La vita è nelle vostre mani. La politica deve creare felicità, voglia di futuro, bellezza.
Voglia di lavoro, di creatività, di famiglia.
Hanno rubato il futuro a una generazione. l’hanno resa schiava a norma di legge. Mi hanno scritto in 25.000 per spiegarmi quale miseria fosse diventato il lavoro. 4 euro all’ora, due mesi di lavoro e poi a casa. Ho raccolto le loro testimonianze in un libro. Il premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz ha scritto: “A cosa serve far studiare i vostri figli per poi fargli girare le patatine fritte. Risparmiate i soldi della laurea.”. Ichino che mi hai dato del terrorista citando un articolo falso, non scritto da me, sul Corriere della Sera, mi senti? Ti ho invitato, ma non ti vedo. Ti dico allora una sola parola: “Vaffanculo!” Ci sono più di cinque milioni di precari in Italia, vogliamo fare finta di niente? Aspettare che arrivino a dieci milioni, venti milioni? C’è una verità che nessuno vuole dire: manca il lavoro. E se manca il lavoro allora arrivano le leggi che regolarizzano il precariato. Perchè i ragazzi non hanno scelta. O quello, o emigrare. Se ci fosse un vero mercato del lavoro le leggi sul precariato sarebbero ignorate. Le imprese farebbero carte false per assumere un ingegnere, un tecnico.
Alla nostra Woodstock è presente chi vuole un’altra Italia, un vero Bel Paese, un’ Italia dei cittadini che non racconta e non si racconta più balle. Partiamo adesso, non ci fermeremo più.
Oggi ci saranno verità e musica.
Insieme ce la faremo. Siamo tanti, milioni, dobbiamo solo svegliarci da un incantesimo. Per sorridere alla vita e essere felici. Per un nuovo Rinascimento.”

venerdì, 07 settembre 2007

Beppe Grillo in diretta venerdì 7 settembre sulle frequenze di Contatto Radio Popolare network
In vista del V Day previsto per il giorno seguente, il comico-attivista genovese sarà ospite in diretta per rispondere alle domande degli ascoltatori( fm 89,75 Massa Carrara e Versilia-Fm 89,55 La Spezia e provincia). 
 Carrara - Per lanciare la sua iniziativa Beppe Grillo ha scritto queste parole. "L'8 settembre sarà il giorno del Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato otto settembre nelle piazze d’Italia, per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi “culturali”. Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione popolare."
Venerdì 7 settembre, alla vigilia dell'evento che coinvolgerà non solo varie piazze italiane, ma anche numerose città sparse nei 5 continenti, il comico-attivista genovese sarà in diretta a partire dalle ore 10, all'interno del microfono aperto , pronto a rispondere alle vostre domande.

 

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