SI E' PARLATO DI...
IRLANDA E PRETI PEDOFILI
MAFIA A PAGINA 23
ALESSANDRA MUSSOLINI
BERLUSCA VS SENTENZE
STAY TUNED
OSPITE ALESSANDRO DIOGNETO E BRIAN IN COLLEGAMENTO DALLA MANIFESTAZIONE"RAID IN TANDEM"
LIGABUE - I GIARDINI DI MARZO
CORDEPAZZE - I SANTI
SNAPORAZ - OVOSODO
DINO FUMARETTO - DA SOLO IN UFFICIO
Passeranno questi anni
lasceranno una scia
di nuvole che poi van via
Passeranno gli affanni
e le difficolta'
guardando al cielo
che schiarira'
forse un giorno migliore
forse un'altra citta'
daro' tutto me stesso
chiedendo meta'
ma passeranno questi anni
e nel tempo che c'e'
ricordati di me
Forse un'altra occasione
forse un'altra citta'
e' un sogno sai
ma bastera'
ma passeranno questi anni
e nel tempo che c'e'
ricordati di me
Pacifico..

SI E' PARLATO DI...
VOLONTARI PER LE MOGLI DEI COMPONENTI DELLE RONDE
BRAILLE,DUECENTO ANNI DOPO
COSTANTINO DELLA GHERARDESCA
DI PIETRO ANTONIO REMIX
ANTONIO TABUCCHI E IL SOGNO DI CARAVAGGIO
STAY TUNED
GATTO CILIEGIA E STEFANO GIACCONE - HO VISTO NINA VOLARE
I GANZI - UN MONDO BEAT
MASOKO - MAIALE
DINO FUMARETTO - VENITE ASSASSINI
NICK CAVE - INTO MY ARMS

L'indifferenza è il peso morto della storia. E' la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall'impresa eroica.
L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E' la fatalità; e ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all'iniziativa dei pochi che operano, quanto all'indifferenza, all'assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell'ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un'epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell'ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch'io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo? Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano.
I più di costoro, invece, ad avvenimenti compiuti, preferiscono parlare di fallimenti ideali, di programmi definitivamente crollati e di altre simili piacevolezze. Ricominciano così la loro assenza da ogni responsabilità. E non già che non vedano chiaro nelle cose, e che qualche volta non siano capaci di prospettare bellissime soluzioni dei problemi più urgenti, o di quelli che, pur richiedendo ampia preparazione e tempo, sono tuttavia altrettanto urgenti. Ma queste soluzioni rimangono bellissimamente infeconde, ma questo contributo alla vita collettiva non è animato da alcuna luce morale; è prodotto di curiosità intellettuale, non di pungente senso di una responsabilità storica che vuole tutti attivi nella vita, che non ammette agnosticismi e indifferenze di nessun genere.
Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze virili della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'èin essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano nel sacrifizio; e colui che sta alla finestra, in agguato, voglia usufruire del poco bene che l'attività di pochi procura e sfoghi la sua delusione vituperando il sacrificato, lo svenato perché non è riuscito nel suo intento.
Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti...Antonio Gramsci

SI E' PARLATO DI...
AGRODOLCE
NOEMI CONNECTION
ELIO BENEDETTO LETIZIA
PALPATE FINLANDESI
PAOLO GUZZANTI
JACK E INES
PEPPINO IMPASTATO E LA BELLEZZA
DI MAGGIO CONNECTION - DON'T LET ME BE MISUNDERSTOOD
PAOLO BENVEGNU'- IO E IL MIO AMORE
DENTE - BEATO ME
FRANCESCO DE GREGORI - SEMPRE PER SEMPRE
DINO FUMARETTO - IL VOSTRO ORGASMO
STAY TUNED

Elsa Rita Tonelli è nata il 2 giugno 2000 nell'ospedale di Pontremoli. La gravidanza si è svolta senza nessun problema, ma subito dopo il parto la mamma viene informata dai medici che la piccola ha problemi respiratori e ha bisogno di immediate cure specialistiche. Viene trasferita in elicottero all’ospedale Gaslini di Genova, ma la situazione si rivela subito grave. Dopo quattro giorni di intubazione, la piccola non dà segni di ripresa. Al sesto giorno, i medici della rianimazione convocano i genitori e li avvertono che la bambina non passerà la notte. I coniugi Tonelli, increduli, continuano a sperare e a pregare.
«Non potevo arrendermi»
Elsa non cede. Alla madre viene insegnata una particolare tecnica di rianimazione che le consente di portare la bimba a casa dopo 90 giorni. E lì inizia la sua personale avventura: affronta nuovi collassi respiratori e ricoveri urgenti ma, continuando a sentire che «la deve salvare, salvare e risalvare», riesce a superarli con grande coraggio. A tre mesi non è ancora stata fatta alcuna diagnosi: le crisi respiratorie non sono causate da epilessia come alcuni degli specialisti avrebbero erroneamente sostenuto.
L’elettroencefalogramma a sei mesi non rileva anomalie, ma le crisi respiratorie scompaiono solo a sette e, da quel momento, la battaglia dei genitori per cercare cure e scoprire le cause del problema non si interromperà più. La risonanza magnetica poco dopo mette in evidenza l’assenza di mielina, la guaina che avvolge le fibre nervose e ne permette la funzionalità: «La mia bambina non avrebbe mai camminato», spiega Manuela. «Non potevo arrendermi: un luminare francese di Lione ci disse che i miglioramenti di Elsa sarebbero dipesi solo da quanti più interventi riabilitativi saremmo riusciti a fare».Sempre in attesa di una diagnosi
Inizia il "vortice di interventi": logopedia, ippoterapia, psicomotricità, musicoterapia, esperienze di suono e movimento con i delfini in Turchia, riabilitazione in una clinica tedesca, contemporaneamente alla ricerca di una diagnosi definitiva che non c'è ancora. Un’altalena di passi avanti e insuccessi, fra «si rassegni signora, sua figlia non capisce, non leggerà né scriverà mai».
Oggi Elsa cammina, sorride, ha voglia di vivere. Ma per Manuela la battaglia continua. «Io e mio marito ci siamo chiesti perché Elsa ce l’avesse fatta e altri bambini no», prosegue. «Mia figlia è un miracolo vivente: dovevamo mettere la nostra esperienza al servizio di altri genitori. Ecco perché abbiamo fondato l’associazione "Gli amici di Elsa".
L’associazione (www.elsaritatonelli.it) ha sede a Podenzana, in Lunigiana e una presto a La Spezia. «Seguiamo una ventina di bambini affetti da vari tipi di disabilità che, gratuitamente, seguono tutte le tecniche di riabilitazione con personale specializzato: danza e ippoterapia, laboratorio creativo e altro ancora. Questi bambini sono contenti di passare tempo insieme e traggono giovamento dalle attività terapeutiche, come dalla giornata a sciare e dal corso di barca a vela. Vorrei trovare altre mamme in tutta Italia che se la sentano di aprire una sede della nostra associazione».
Il 25 gennaio è uscito il libro O. E. Organizzazione Elsa, edito da Milanna Edizioni di La Spezia, in cui viene raccontata questa vicenda straordinaria. «La forza a non arrendermi l’ho tratta dalla fede, che diventa ogni giorno più grande nel vedere Elsa e gli altri piccoli che assistiamo», conclude Manuela. «Le loro mamme traggono fiducia perché vedono che molto si può fare ancora per i loro figli. È da qui che passa il diritto alla vita, il bene più prezioso che si possiede in qualunque condizione ci si trovi».
da Famiglia Cristiana del 5 febbraio 2009