Ho ricevuto un messaggio, o meglio una richiesta di aiuto, da parte di Federica Barbieri
Federica è una giovane ragazza alla quale è morto il padre per una grave malattia professionale. Lei con la sua famiglia stanno combattendo una lunga lotta legale per far riconoscere le responsabilità e i danni.
Riporto di seguito il suo messaggio e prego chiunque sia in grado di aiutarla.
SCANDALO AMIANTO!!!
Nuovi Cantieri Apuania, Marina di Carrara (MS), lavorazione amianto, benefici previdenziali riconosciuti fino all’84 a tutte le figure professionali con curriculum di continuità nell’azienda. Mio padre, Mario Barbieri, svolge attività continuativa per 27 anni (dal 1966 al 1992) nel cantiere con varie mansioni: addetto manovre gru, addetto allo spostamento di lamiere sottoposte a sabbiature, distruzione di materiale di fibro-amianto e magazzino. Nel 2002 gli viene riconosciuta un’insufficienza respiratoria in paziente con broncopneumopatia cronica riacutizzata, enfisema bolloso, asbestosi, cuore polmonare cronico e una TAC evidenzia trasparenza ridotta del parenchima polmonare a tipo fibrosi con aree enfisematose centrolobulari, alterazioni bollose apicali, ispessimento dell’interstizio peribronchiale e dei setti subpleurici in sede posterobasale sinistra. Aggiunta di antibiotici e corticosteroidi dall’ospedale San Bartolomeo di Sarzana (SP) (Primario A. Canessa), inizia un’ossigeno-terapia di 24 ore e una ventilazione meccanica notturna che aiutasse mio padre a compensare una PCO2 a livelli disumani (fenomeni allucinatori in paziente allettato) tutto questo affidato alla famiglia perchè Non Esistono Strutture ospedaliere capaci per l’ospedale di Sarzana mio padre era morto da tempo. Facciamo causa all’INAIL di Carrara (MS) per il riconoscimento con esito negativo, ci opponiamo chiedendo il riconoscimento giudiziale e il diritto alla rendita per la malattia professionale. L’INAIL si costituisce contestando l’esposizione a rischio. Espletate prove orali, svolta CTU medico-legale la causa viene discussa e nel luglio 2006 il giudice condanna l’INAIL di Carrara a costituire e liquidare una rendita per asbestosi polmonare, grado invalidante 80%. Mio padre purtroppo muore nel novembre 2006 causa coma carbonarcotico e come scritto nell’atto nosologico ASBESTOSI. Altri 36 operai di questo cantiere nel frattempo si ammalano di asbesto e mesotelioma pleurico e carcinoma polmonare lasciando famiglie distrutte data anche la sofferente patologia. Ad alcuni e’ stato riconosciuto il prepensionamento, ad altri il rischio ad atri ancora nulla. GENNAIO 2006: L’INAIL versa ai supersiti, quindi 3 figli e la moglie, gli arretrati e la reversibilità mensile ma subito dopo ci fa appello dicendo che non c’e nesso fra la malattia e l’esposizione al cantiere date le mansioni di mio padre, il giudice di Genova accetta e noi perdiamo la causa tutto questo senza richiedere ulteriori verifiche o indagini ambientali…..NULLA! Ora noi ci ritroviamo con una lettera di richiesta restituzione all’INAIL entro 30gg di tutto… più gli interessi legali. Abbiamo deciso di andare in Cassazione a Roma ma i tempi sono lunghi e il terzo giudizio non ci permette di aggiungere atti o prove. In questi giorni ho consegnato la documentazione ad una ricercatrice scientifica dell’ UNIVERSITA’ di PISA DOTT.ELENA BACCI e la conclusione della sua perizia mi certifica ancora che mio padre e’ morto per amianto!!!!!!! Ho chiesto aiuto al MEETUP CARRARA di Beppe Grillo e segnalato la cosa alle trasmissioni “Striscia la notizia”, “Le Iene” e “Mi manda Raitre”, sono pronta come figlia di 29 anni a fare qualsiasi cosa perché non è giusto che tutte queste persone, e mio padre in primis, abbiano dovuto morire in quel modo. Dov’è la giustizia in Italia? Non so ancora il modo non so chi potrà aiutarmi ma è giusto che questo scandalo sia reso pubblico!!! Vi ringrazio anticipatamente e aspetto vostre risposte. Federica.









