A Cloe, grande città, le persone che passano per le vie non si conoscono. Al vedersi immaginano mille cose l'uno dell'altro, gli incontri che potrebbero avvenire tra loro, le conversazioni, le sorprese, le carezze, i morsi. Ma nessuno saluta nessuno, gli sguardi s'incrociano per un secondo e poi sfuggono, cercando altri sguardi, non si fermano.
Passa una ragazza che fa girare un parasole appoggiato alla spalla, e anche un poco il tondo delle anche. Passa una signora nerovestita che dimostra tutti i suoi anni, con gli occhi inquieti sotto il velo e le labbra tremanti. Passa un gigante tatuato; un uomo giovane coi capelli bianchi; una nana; due gemele vestite di corallo. Qualcosa corre tra loro, uno scambiarsi di sguardi come linee che collegano una figura all'altra e disegnano frecce, stelle, triangoli finché tutte le combinazioni in un attimo sono esaurite, e altri personaggi entrano in scena: un cieco con un ghepardo alla catena, una cortigiana col ventaglio a piume di struzzo, un efebo, una donna-cannone. Così tra chi per caso si trova insieme a ripararsi dalla pioggia sotto il portico, o si accalca sotto un tendone del bazar, o sosta ad ascoltare la banda in piazza, si consumano incontri, seduzioni, amplessi, orge, senza che ci si sfiori con un dito, quasi senza alzare gli occhi.
Una vibrazione lussuriosa muove continuamente Cloe, la più casta delle città. Se gli uomini e donne cominciassero a vivere i loro effimeri sogni, ogni fantasma diventerebbe una persona con cui cominciare una storia d'inseguimenti, di finzioni, di malintesi, d'urti, di oppressioni, e la giostra delle fantasie si fermerebbe.
SI E' PARLATO DI...
STALKING..."STO...CHE?"
CIARRAPICO E LA CIVILTA' DE ROMA(SI FA PE' DI'..)
JACK FOLLA E LA PEDOFILIA
SIGNORINI(NEL SENSO DI ALFONSO) CHE GUEVARA
LAVORATORI VS SINDACATO
SBATTI IL MOSTRO IN PRIMA PAGINA
GIAN MARIA VOLONTE'
PLAYLIST:
FABRIZIO TAVERNELLI - BENVENUTI TRA I RIFIUTI
FLEET FOXES - HE DOESN'T KNOW WHY
FRANZ FERDINAND - TURN IT ON
CURE - PRIMARY
PACIFICO - LE MIE PAROLE

«Ma ti rendi conto di cosa significa per il mondo?», diceva ieri mattina mia moglie, vedendo un presidente nero sorridere in tv. «Quell’uomo ha la tua età». Altro che il colore della pelle. È questa la vera rivoluzione. Alla Casa Bianca arriva un giovane nato sull’uscio degli Anni Sessanta. Dico giovane, perché ci chiamano così da quando lo eravamo davvero e dopo non hanno smesso più. È come sui tram: chi è seduto non scende, chi sta dietro non spinge (o non riesce a salire) e allora noi rimaniamo lì, in piedi, con un’aria svagata da puer aeternus e la paura che una frenata troppo brusca ci faccia cadere giù. La Meno Peggio Gioventù.
Ah, ma adesso il tram lo guida uno di noi. Vedrete di che pasta siamo fatti. Non troppo frolla, anche se all’esterno sembriamo morbidi. Amiamo il rock, i Blues Brothers, le Donne Roccia (di solito le sposiamo per proteggerle dai nostri cambi d’umore), il pesce crudo, le energie rinnovabili, i verbi coniugati al futuro, il talento individuale, l’anarchia e il romanzo «Moby Dick»: facciamo un tifo sfrenato per la balena. Non amiamo il country, gli Inti Illimani, le Donne Iceberg (ma ce ne innamoriamo platonicamente per puro diletto cerebrale), la carne cotta, il petrolio, le polemiche fresche fresche su Resistenza e Vietnam, le cordate gregarie dei sessantottini alla Clinton e il loro inarrivabile cinismo, che li rende così poco credibili quando provano a dire «Yes, we can». Se non vi spiace, quello lo diciamo noi, che non saremo buoni ma almeno abbastanza decenti da poterci ancora concedere il lusso di sognare.
La solita vecchia "commedia "all'italiana non passa mai di moda e ha dato il meglio di se tra gli scranni del parlamento.
Pensavo che questa destra oltre ai numeri avesse anche le palle per portare avanti una riforma che avrebbe dovuto essere ,parole loro s'intende,epocale.
Solo quattro casalinghe di Voghera e tre massaie di Catania(con tutto rispetto per la categoria..) con la tv accesa notte e giorno su Rete 4 potrebbero pensare a una rivoluzione copernicana dell'istruzione con provvedimenti quali il ritorno del grembiule a scuola(a proposito col simbolo delle Winx o va bene anche solo in tinta unita) o il ripristino dell'educazione civica e del voto in condotta.
Provvedimenti peraltro criticati da una certa opposizione(per intenderci quella che manda i figli con gli abiti di dolce e gabbana a studiare nelle educatissime scuole private d'oltreoceano)..
La chiave della protesta è il maestro unico..
Viviamo in una società che,evidentemente, non puo' permettersi di non affiancare a dei bambini di sei anni una guida spirituale come l'insegnante di religione(nessuno è sceso in piazza quando questi venivano,senza concorso,immessi a libro paga di Pantalone..)o far imparare una lingua nuova(dando per scontato l'assioma che è meglio imparare due lingue non bene che una dignitosamente..).
Pensavo che maestro unico volesse dire:si tagliano gli altri due e si resta con un insegnante per classe..
Ma dal ministero fanno sapere che il maestro non sarà unico ma"prevalente"..
Non ho dormito stanotte pensando a cosa ,materialmente,cambi in una classe e a quali possano essere i risparmi dello stato se comunque si mantengono più insegnanti per classe,ma questo mi pare che non lo chieda nessuno al ministro,per cui deve essere una mia considerazione sbagliata..
Si passano per riforme degli aggiustamenti per non avere le palle e prendere decisioni drastiche in linea con la fermezza che si mostra fieri in tv..
La logica dovrebbe farci chiedere perchè non si blocchi il turn over di 150000 operatori scolastici(detti dal popolo "bidelli")mentre in Germania col doppio degli alunni ce ne sono 50000,ma questa,ovviamente,deve essere un'altra mia considerazione sbagliata..
Così come all'università si preferisce imporre un taglio dall'alto in maniera orizzontale anzichè procedere caso per caso a creare risparmi da poter reinvestire nelle eccellenze che adesso ,se oltre ad essere eccellenze sono anche intelligenti,vanno a essere eccellenti all'estero..
Ma in Italia certe cose sono impensabili,così come la valutazione della qualità degli insegnanti con relativo bonus economico per i più bravi:torneremmo alla p38 se si approvasasse un provvedimento del genere..
Siamo nello stato in cui una parte minoritaria del paese ogni giorno si alza e va a lavorare( e tra questi ci sono anche tantissimi immigrati,ai quali nessuno regala nulla..) non solo per se stessi e per la propria famiglia,ma anche per almeno un "fannullone" di stato(i miei colleghi al sud ne hanno due ognuno..) a testa(ovviamente per ogni fannullone ci sono anche un sacco di dipendenti pubblici seri che non meritano di essere affiancati da certi scansafatiche mangiapaneatradimento..)..
Io ho adottato il mio"fannullone"..
Si chiama Giovanni e fa il bidello in una scuola a Viareggio..
Ogni giorno lo porto a fare colazione in un bar(gli pago anche la brioche,io mi accontento del caffè perchè sennò non ci sto dentro coi soldi)e poi lo lascio a timbrare il cartellino nel'istituto scolastico dove lavora(si fa per dire..) e che ha una cooperativa privata per fare le pulizie,in modo tale che lui possa dedicarsi alla propria cultura personale leggendo la Gazzetta delo sport e facendo la settimana enigmistica..
Quando riscuoto lo stipendio penso sempre che una parte delle trattenute vada allo stato sotto forma di stipendio a Giovanni e questo mi rende più orgoglioso di me:non ho figli ma qualcuno da mantenere lo stesso e questo da a me la bella sensazione di essere un buon padre di famiglia con fannullone anzichè figlio a carico..
Finchè non si avrà il coraggio di intervenire(e questo a prescindere da destra e sinistra)nello specifico,nella rimozione di insegnanti che non insegnano,ricercatori che non ricercano,operatori scolastici che non operano e baroni che fanno l'esame orale alle studetesse inginocchiate tra le loro gambe non cambierà nulla nella giungla della scuola italiana..
Ci sono insegnanti che dovrebbero avere il triplo dello stipendio che percepiscono e che invece prendono lo stesso stipendio di quelli che andrebbero mandari a calci in culo a fare altro.
Io sto con i primi,e proprio per questo non mi piace una riforma che mette tutti sullo stesso piano:fannulloni e gente seria..
Inizire tagliando i fondi a tutti,meritevoli e non,per reinvestirli non si sa bene dove(banche e crack finanziario?) è l'inizio peggiore per una pseudo riforma..

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E' la felicità uno stato d'animo in essere o in divenire?
La felicità come momento,come candela nel buio o come obiettivo in cui è più importante,paradossalmente, il percorso per ottenerla?
Credo che la peggior cosa che possa capitare ad una persona è rendersi conto di cosa sia la propria felicità,viverla per un limitato periodo di tempo e comprendere,una volta tornato coi piedi per terra, che quella condizione non si potrà mai più manifestare in futuro : prendere consapevolezza che le condizioni che hanno maturato certi momenti siano solo "alcove"che appartengono al passato e alle quali la vita non ha più nulla da aggiungere se non i contorni.
Ecco in fondo la felicità è una sensazione che si ha il privilegio di poter assaporare completamente e gradualmente fin quando non la si è conosciuta fino in fondo.
E' la ricerca della felicità che rende felici più che il raggiungimento della stessa..
E' il culmine,il climax raggiunto( e poi perduto) che provoca frustrazione quando si prende la consapevolezza che certi equilibri sono impossibili da ottenere di nuovo e la vita diventa una mediazione continua nel mare della mediocrità..
Felicità come due mani che si intrecciano cercandosi al finestrino di un treno che scalda i motori e sai partirà..
Tutto quel che resta è una stazione confortevole in cui attendere un nuovo treno che,forse, non passerà mai più e una mano vuota in cui sognare un nuovo intreccio..
"Nessuno ti toglie ciò che hai ballato"...Proverbio argentino

Quanti fannulloni nel paese di Lucignolo
Nella pubblica amministrazione esiste una stratificazione di fannulloni che da qualche anno non produce nulla, pesa sulle tasche degli italiani e compromette il futuro del Paese. Questi fannulloni non possono essere cacciati e le armi per indurli al lavoro sono spuntate. Hanno alle spalle sindacalisti molto agguerriti che li difendono a spada tratta. Basta!
Di che pauroso girone dantesco sto scrivendo? Della scuola. I fannulloni, ahimè, sono gli allievi, da compiangere per l'abisso di maleducazione e ignoranza in cui rischiano di finire, spinti incoscientemente dai loro sindacalisti - i genitori - che si schierano al loro fianco incondizionatamente e combattono soprattutto i docenti seri, quelli che cercano ancora di fare il loro mestiere e magari pretendono educazione, attenzione e, orrore, persino impegno e studio.
Ora come ora i sanzionati sono proprio i professori. Sempre più spesso, se un genitore si lamenta, vengono subito inquisiti dai dirigenti scolastici e messi in condizione di doversi difendere dall'accusa di essere troppo severi, di chiedere che i ragazzi studino.
Perché il dirigente fa così? Perché il cliente ha sempre ragione e la famiglia è il cliente della scuola. Perché le famiglie sono diventate così? Probabilmente sono sole, disorientate, senza strumenti culturali, troppo ricche o troppo povere. La conclusione è però che il mondo si è rovesciato, siamo nel paese di Lucignolo, il gatto e la volpe hanno l'approvazione delle famiglie e Pinocchio resterà per sempre un burattino. Sarà felice il burattinaio!
Siro Zangrandi (Pieve Porto Morone)