Eternauta

Tagli,ritagli e frattaglie di vita (e non solo)sulle frequenze di Contatto Radio Popolare Network..Via etere sugli 89,75(MassaCarrara,Versilia,Sarzana)e 89,50(La Spezia e provincia) "L'ETERNAUTA" IN DIRETTA(DA OTTOBRE) OGNI MARTEDI'DALLE 22,35 SULLE FREQUENZE DI CONTATTO RADIO POPOLARE NETWORK O IN STREAMING DIRETTO DA QUESTO BLOG E SUL SITO DELLA RADIO HTTP://WWW.CONTATTORADIO.IT

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sabato, 18 luglio 2009

FOLGORATO SULLA VIA DI DAMASCO...

LA MADONNA PARE SIA APPARSA A PAOLO BROSIO DI RITORNO DA MEDJUGORIE..AVEVA GLI OCCHIALI DI D&G E LA MAGLIETTA DEL TWIGA..

postato da: maurieternauta alle ore 18/07/2009 20:01 | link | commenti
categorie: varie, sogni
martedì, 14 luglio 2009

LETTO E SOTTOSCRITTO...

Sabato 4 luglio, verso l'una di notte, molti di noi erano al Tago Mago di via Stradella (ai Ronchi di Marina di Massa) per il Tago Fest, un festival delle etichette musicali indipendenti. Assieme a moltissime altre persone stavamo trascorrendo tranquillamente la nostra serata, quando i solerti agenti municipali hanno costretto il locale a chiudere, per mancanza di autorizzazione e musica troppo alta, probabilmente allertati da qualcuno del vicinato.

In effetti, il Tago Fest, che ha visto la partecipazione di persone provenienti da tutta Italia – di quale altra iniziativa culturale massese si può dire lo stesso? – ha creato non pochi disagi per la viabilità alla zona di via Stradella, non lo si può negare. Il punto è però un altro: vale la pena di sopportare questi piccoli disagi (la Notte Bianca non ne ha forse creati, i concerti in piazza Mercurio pure ne creeranno...) per due o tre giorni? Noi crediamo di sì.

Provocatoriamente diciamo: c'è più cultura al Tago Fest che in tutto il programma estivo del comune e della provincia di Massa. Il Tago Fest è una festa della cultura off, senza marchi e senza simboli. Sul palco si alternano gruppi ed etichette indipendenti, personaggi provenienti direttamente dai centri sociali e altre realtà alternative, con turnisti jazz, funky, dub di prim'ordine; tra il pubblico trovi lo studente appassionato di musica, il diciottenne in cerca di qualcosa di nuovo da ascoltare, il 35enne informato.
Tutte queste persone trovano nel Tago Fest quello che da anni si era perso: la voglia di stare insieme, un senso di appartenenza culturale e comunitario. Crediamo, inoltre, che ben rappresenti il fatto che la cultura è, per sua natura, molteplice e non omologabile.
Si tratta quindi di una realtà da valorizzare e sostenere. I movimenti giovanili e la sinistra possono ripartire anche da questo: dalla musica, dalle fanzine, dall'autoproduzione, da una fruizione della cultura non mercificata.

Crediamo che un'amministrazione di sinistra che si muova contro questo genere di cultura non abbia senso. L'altra sera al Tago Mago c'erano molti ragazzi e ragazze che rappresentano le nuove speranze di ricostruire un tessuto sociale con valori diversi da quelli dell'omologazione e del profitto a tutti i costi.

Speriamo che il prossimo anno l'amministrazione si dimostri più attenta a questa iniziativa: dovrebbe essere essa stessa a convocare il Tago Mago per chiedergli di organizzare il festival con il patrocinio del Comune. Quest'anno la domanda di inclusione del Tago Fest all'interno dell'Estate culturale massese non è stata neanche presa in considerazione. Non si accampi la scusa della mancanza di fondi: come si è visto il Tago Fest si autofinanzia e vive anche senza contributi pubblici.
Dato che evidentemente l'amministrazione pare interessata solo al rispetto delle normative e alla verifica delle autorizzazioni, auspichiamo che per lo meno renda più svelto ed agevole l'adempimento delle formalità burocratiche, con la stessa solerzia che mostra nel reprimere chi “sgarra”.

Crediamo che la politica di mandare i vigili urbani a far chiudere locali sia la stessa che ha fatto sloggiare Arezzo Wave e tante altre iniziative culturali in molti luoghi del mondo, solo perché “disturbavano”. Sembra quasi vi sia un disegno che miri a normare il genere di divertimento concesso ai giovani: alcuni locali sono sotto pressione, altri possono liberamente tenere aperto.

Le controculture sono riuscite ad influenzare e modificare la società nonostante i tentativi di metterle a tacere. E' stato così per Woodstock, sarà così anche oggi. Siamo accanto al Tago Mago, accanto a quelle culture giovanili e alternative che propongono un modello di società diverso da quello del Grande Fratello, di Uomini e Donne, di Amici, di X- Factor, Veline & 'Papi'.


(rilancio volentieri e sottoscrivo un documento che gira in rete qui a Massa...)

postato da: maurieternauta alle ore 14/07/2009 01:25 | link | commenti
categorie: vita, sogni
venerdì, 15 maggio 2009

GLI INDIFFERENTI...

L'indifferenza è il peso morto della storia. E' la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall'impresa eroica.
L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E' la fatalità; e ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all'iniziativa dei pochi che operano, quanto all'indifferenza, all'assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell'ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un'epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell'ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch'io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo? Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano.
I più di costoro, invece, ad avvenimenti compiuti, preferiscono parlare di fallimenti ideali, di programmi definitivamente crollati e di altre simili piacevolezze. Ricominciano così la loro assenza da ogni responsabilità. E non già che non vedano chiaro nelle cose, e che qualche volta non siano capaci di prospettare bellissime soluzioni dei problemi più urgenti, o di quelli che, pur richiedendo ampia preparazione e tempo, sono tuttavia altrettanto urgenti. Ma queste soluzioni rimangono bellissimamente infeconde, ma questo contributo alla vita collettiva non è animato da alcuna luce morale; è prodotto di curiosità intellettuale, non di pungente senso di una responsabilità storica che vuole tutti attivi nella vita, che non ammette agnosticismi e indifferenze di nessun genere.
Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze virili della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'èin essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano nel sacrifizio; e colui che sta alla finestra, in agguato, voglia usufruire del poco bene che l'attività di pochi procura e sfoghi la sua delusione vituperando il sacrificato, lo svenato perché non è riuscito nel suo intento.
Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti...Antonio Gramsci

postato da: maurieternauta alle ore 15/05/2009 00:44 | link | commenti (1)
categorie: politica, vita, sogni
martedì, 31 marzo 2009

PLAYLIST ETERNAUTA 31 MARZO 2009

SI E' PARLATO DI...

PIL VS BIL

CRISI,LAVORO E SOLITUDINE

PIANISTI IN PARLAMENTO

ULTIME DA ARCORE

JACK FOLLA E L'AMORE

TIZIANO TERZANI

MARLENE KUNTZ- IMPRESSIONI DI SETTEMBRE

SKIANTOS - UNA VITA SPESA A SCHIVAR LA FRESA

ANDREA BUFFA - IL SOGNO DI VOLARE

PATTY SMITH - BECAUSE THE NIGHT

postato da: maurieternauta alle ore 31/03/2009 01:28 | link | commenti
categorie: vita, sogni, vignette, radio, playlist, anarchia, notte
martedì, 10 febbraio 2009

PLAYLIST ETERNAUTA 10 FEBBRAIO 2009

SI E' PARLATO DI...

STALKING..."STO...CHE?"

CIARRAPICO E LA CIVILTA' DE ROMA(SI FA PE' DI'..)

JACK FOLLA E LA PEDOFILIA

SIGNORINI(NEL SENSO DI ALFONSO) CHE GUEVARA

LAVORATORI VS SINDACATO

SBATTI IL MOSTRO IN PRIMA PAGINA

GIAN MARIA VOLONTE'

PLAYLIST:

FABRIZIO TAVERNELLI - BENVENUTI TRA I RIFIUTI

FLEET FOXES - HE DOESN'T KNOW WHY

FRANZ FERDINAND - TURN IT ON

CURE - PRIMARY

PACIFICO - LE MIE PAROLE

postato da: maurieternauta alle ore 10/02/2009 01:16 | link | commenti
categorie: citazioni, vita, diario, sogni, essere, amelie, carrara
martedì, 06 gennaio 2009

L'ULTIMO BACIO

Non credo di essere stato un nipote impeccabile e soprattutto molto presente..

Ma lo stesso credo si possa dire dei tanti ruoli che ,volente o nolente,ho ricoperto e ricopro nella mia vita.

Oggi che sono ufficialmente senza più un nonno vivente non riesco a non ricordare uno di quei piccoli momenti,spicchi di dolcezza nel "mare merdis"in cui si affoga ogni giorno..

Marzo 1990..

Due o tre vite fa..

Ospedale di Sarzana..

Mi nonna ricoverata per un infarto(si sarebbe rimessa in splendida forma fino a stanotte)e la prima volta che vedo un mio parente stretto nel letto di un ospedale..

Mio papà,mio cugino e poi mio nonno.

Mio nonno,il cui nome,Balilla,tradisce il periodo storico in cui è stato concepito,credo non avesse mai messo piede in un ospedale.

Il massimo della tecnologia per lui era il telecomando della tv che però non andava oltre sei o sette canali e accendere e spegnere la stufa elettrica.

Il suo mestiere era tutto un programma:

Scrivere l'epitaffio sulle lastre di marmo dei defunti del cimitero di Sarzana o scolpendolo direttamente o incollando delle lettere di ferro.

Se avete parenti sepolti li sappiate che mio nonno probabilmente ha inciso o incollato le lettere impresse su molte tombe.

E potete anche immaginare l'incazzatura quando si accorgeva di aver sbagliato qualche doppia o di aver confuso le date di nascita e morte tra più defunti.

Inconvenienti del mestiere.

Ma di quel giorno all'ospedale ho un ricordo indelebile che ancora oggi mi accompagna.

Mio nonno che entra nella stanza dov'è ricoverata mia nonna,tra flebo e marchingegni vari addosso,e si toglie il cappello (o la berretta come la chiamava lui)tradendo le lacrime mentre si piega per dargli un bacio..

Vedo ancora in quel modo di porsi,un gesto d'altri tempi,una galanteria che chissà da quanti anni non faceva(se mai posso immaginare mio nonno galante).

Quell'uomo il cui ricordo per me è legato alla mia giovinezza e ai "mitici"film di Bud Spencer visti insieme in qualche cinema all'aperto mi regalava uno dei gesti che mai avrei dimenticato nella mia vita..

E chissà che ora lassù non stia aspettando di nuovo col cappello abbassato

postato da: maurieternauta alle ore 06/01/2009 11:56 | link | commenti (3)
categorie: vita, sogni, emozioni
lunedì, 29 dicembre 2008

PLAYLIST ETERNAUTA 30 DICEMBRE 2008..

PLAYLIST ETERNAUTA 30 DICEMBRE 2008..

 

SI E' PARLATO DI..

LAVORO PRECARIO IN VATICANO(UNA PRECE..)

LA"PASIONARIA"DELLA CAI(E IL GRANDE FRATELLO..E MASSIMO GILETTI)

CARDINAL CRESCENZO SEPE E LA MOLTIPLICAZIONE DELLE"ROSETTE"..

ROBERTO BENIGNI E LE INTERCETTAZIONI

LA SEGRETERIA TELEFONICA DI JACK FOLLA

ROBERTO SAVIANO

BLACK CROWES - SIMPATHY FOR THE DEVIL

R.E.M. - SUPERNATURAL SUPERSTICIOUS

THE LA'S - THERE SHE COMES

LUCARIELLO - CAPPOTTO DI LEGNO

OSPITI:ALESSANDRO E GIULIANO

postato da: maurieternauta alle ore 29/12/2008 21:08 | link | commenti (3)
categorie: pensieri, vita, sogni, radio, attualità
martedì, 09 dicembre 2008

PLAYLIST ETERNAUTA 9 DICEMBRE 2008..

MANUEL AGNELLI - JEALOUS GUY

ZEN CIRCUS - FIGLIO DI PUTTANA

TINDERSTICKS - FEEL THE SUN

BEATLES - BACK IN THE U.S.S.R.

ARTEMOLTOBUFFA - TEMPO AL TEMPO

DINO FUMARETTO - PERCHE' MI HAI LASCIATO

SI E' PARLATO DI..

VASSILIS VASSILIKOS..

FEMMINILIZZAZIONE DELLA SOCIETA' E CAUSE(PIU' O MENO CONOSCIUTE..)

LUCIANO GAUCCI(COME VIVERE E BENE CON DUE FALLIMENTI E UNA CONDANNA ALE SPALLE)

BUVETTE IN PARLAMENTO..

JACK FOLLA E LE MULTINAZIONALI..

MONICA LEWINSKY..

FERIE D'AGOSTO(IL FILM)..

JOHN LENNON..

BRIAN AL"DON CARLO"..

 

postato da: maurieternauta alle ore 09/12/2008 00:01 | link | commenti (2)
categorie: vita, sogni, radio, amelie, carrara
sabato, 08 novembre 2008

RISORSE UMANE..SENZA UMANITA'

Ricordo un tempo(la velocità con cui si"muove"il mondo fa apparire secoli cambiamenti avvenuti in pochi anni..)in cui i "guru"di una certo centrosinistra imborghesito(e ancora SALDAMENTE ai vertici di partito..)infatuato improvvisamente da internet ,dalla new economy, e dalla facilità dei guadagni in borsa a colpi di click dichiarava al popolo che "eravamo di fronte a un cambiamento epocale di usi e costumi dove il web e la new economy avrebbero permesso a ogni uomo di liberarsi dalla schiavitù del posto fisso..".

La chiamavano "la grande opportunità"e il globo sembrava una immensa banca dati gestibile con una linea telefonica in cui ognuno di noi avrebbe lavorato dietro un monitor(tranne qualche sfigatello,s'intende..) e guadagnato tanti soldini.

In quei giorni avvenne,in silenzio, un grande cambiamento(in negativo,ahimè)per la classe lavoratrice(che specie in Italia non sempre si identifica col fatto di avere a fine mese una busta paga..):

Da "classe operaia"diventava"risorsa umana"..

Ricordo ancora con orrore le prime inserzioni di lavoro in cui si passava dalla ricerca di "due operai specializzati in.." a quella di"risorse umane per.."

Si,la smaterializzazione dell'operaio,la privazione di un corpo,di un'anima,di dignità e la trasformazione di una "massa corporea pensante e operosa" in "risorsa",al pari di un macchinario qualsiasi...

Non credo sia un particolare da poco la forma o il modo di chiamare una persona..

Dare del negro,del terrone o del finocchio  non è la stessa cosa che dire nero,palermitano o omosessuale: vuol dire marchiarlo,privarlo della propria dignità allo stesso modo dell'operaio Mario Rossi che diventa"la risorsa umana" Mario Rossi,matricola 0023458..

E' quello il primo passo per la distruzione di un'identità di classe:la privazione di dignità e l'identificazione della classe operaia non più come un insieme di uomini ma come un gruppo di matricole racchiuse in una cartella sul desktop di un'azienda..

Da questo mutamento che si contestualizza non più di una decina d'anni fa derivano,a domino, tutte le macerie che ci circondano oggi(le risorse umane nel frattempo diventano flessibili,precarie,a progetto e perdono,ad uno ad uno,tanti dei diritti conquistati dopo anni di lotta)..

La new economy è crollata sotto il peso di troppi clic e pochi lavoratori(tanta economia virtuale e poca economia reale) sempre meno pagati e sempre più sfruttati(in nome di quella parolina che veniva vista come la "grande opportunità"e che prende il nome di "globalizzazione"),quelli stessi lavoratori ai quali ora si vorrebbe fa pagare il prezzo della crisi delle borse..

Sta accadendo questo in molte fabbriche italiane dalla Merloni di Fabriano(8000 posti di lavori)alla massese Eaton(circa 400).

Fabbriche modello di efficenza e produttività che vengono chiuse dalla sera alla mattina senza nessun rispetto per chi ci lavora,anche perchè quelli,nel frattempo, non sono più operai ma matricole,anzi,risorse umane identificate da matricole..

Non c'è una logica a tutto questo capitalismo selvaggio(se non nella testa di qualche analista economico dallo stipendio sicuro..) e non ci sono vie di uscita se da qualche parte del globo ci sarà sempre quaslcuno pronto a farsi sfruttare per un pezzo di pane senza salame..

La lotta parte anche e soprattutto dal rispetto e dal ritorno del rispetto per chi crea materialmente il reddito..

Dal ritorno dell'operaio Mario Rossi e la morte della "risorsa umana"Mario Rossi..

postato da: maurieternauta alle ore 08/11/2008 17:14 | link | commenti (3)
categorie: riflessioni, vita, diario, sogni, anarchia, carrara
giovedì, 16 ottobre 2008

POVERI PARTIGIANI..ASCANIO CELESTINI

postato da: maurieternauta alle ore 16/10/2008 01:18 | link | commenti (1)
categorie: citazioni, cinema, ricordi, vita, diario, sogni, radio, emozioni, essere, attualità, carrara